Sara Aiello, il marito la filmava mentre moriva davanti alla figlia: «Non preoccuparti, mamma sta dormendo»
di Silvia Natella

Sara Aiello a Chi l'ha visto, il marito la filmava mentre moriva davanti alla figlia: «Non preoccuparti, mamma sta dormendo»

Sara Aiello era una giovane mamma di 36 anni. Il suo caso, raccontato a Chi l'ha Visto?, ha scosso l'opinione pubblica perché è morta mentre il marito la filmava con il cellulare invece di chiamare i soccorsi. Dall'analisi del video in possesso degli inquirenti, emerge un altro dettaglio raccapricciante. L'agonia di Sara si è consumata anche davanti alla figlia più grande. Il filmato dura ben otto minuti e l'uomo parla a più riprese con la bambina cercando di rassicurarla sulle condizioni della mamma.

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«Non ti preoccupare, vai di là, mamma sta dormendo», si sente nel video. Sara non si sveglierà mai più. E poi ancora, prima che si rendesse conto che la macchinetta della pressione non dava alcun segno, la richiesta di due cuscini. Si sentono anche i rumori di piccoli schiaffetti sulla guancia nel tentativo di farla riprendere. 


Sara apparteneva a una famiglia di imprenditori di alta sartoria. Nell'ultimo periodo era cambiata, aveva degli svenimenti e contrasti con il marito. La famiglia è venuta a conoscenza dell'esistenza di questo video nelle settimane successive alla sua morte e, dopo due anni, uno dei fratelli ha scoperto di essere affetto dalla Sindrome di Brugada, una patologia cardiaca che può provocare la morte improvvisa anche in giovani adulti. Sara poteva essere affetta dalla stessa malattia genetica, ma sarebbe bastato l'intervento tempestivo dei soccorsi per salvarla. 

A rendere la storia ancora più agghiacciante è il parere dei consulenti di parte. Gli esperti incaricati dalla famiglia ipotizzano che una morte del genere sia causata da un avvelenamento da cianuro di potassio, uno dei veleni più pericolosi. Solo l'autopsia può stabilire se si sia trattato di avvelenamento o delle conseguenze della Sindrome di Brugada. «Noi chiediamo alla Procura di riesumare il corpo e di capire cosa è successo. A noi non ci serve un colpevole», è l'appello dei fratelli. 
 
Mercoledì 23 Ottobre 2019, 23:57
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