Saman Abbas, la dichiarazione choc sull'autopsia: «Non è stata sufficiente, servono altre analisi»

Il legale dell'associazione Penelope smentisce le voci girate a conclusione dell'autopsia sul cadavere che si ipotizza possa essere di Saman Abbas

Saman Abbas, la dichiarazione choc sull'autopsia: «Non è stata sufficiente, servono altre analisi»

di Redazione Web

Nonostante le sette ore di autopsia, restano dubbi su come sia morta Saman Abbas. I periti ed esperti del laboratorio Labanof dell'Università di Milano sono a lavoro da giorni per scoprirlo, ma ancora non esiste certezza. L'autopsia, effettuata venerdì 9 dicembre, infatti, non è stata sufficiente: serviranno ulteriori analisi ed esami istologici sugli organi e i tessuti del cadavere che si presuppone sia della 18enne scomparsa da Novellara dopo il suo rifiuto al matrimonio combinato. 

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La rivelazione choc

 

A dare notizia della necessità di altre analiti è l'avvocato Barbara Iannuccelli, rappresentate dell'associazione Penelope che si occupa di persone scomparse e si è resa parte civile nel processo che inizierà a febbraio 2023. Il legale era presente all'autopsia e ai microfoni di Fanpage ha dichiarato: «Parliamo di un cadavere che è stato sotterrato sotto due metri di terra per un anno e mezzo. Oltretutto senza alcun tipo di protezione, quindi oggetto di attacco di animali e batteri. I tessuti, fortunatamente, possono ancora essere oggetto di analisi, però assolutamente resi fragili sia dalle condizioni in cui era, sia anche dalla successiva movimentazione per il disseppellimento. Quindi, uscire dall'autopsia e dispensare certezze penso che sia assolutamente fuorviante e non corrispondente al vero».

«Modalità atroci»?

All'autopsia oltre all'avvocato Iannuccelli era presente anche il legale Riziero Angeletti, parte civile Ucoii, Unione delle Comunità Islamiche in Italia. L'uomo, davanti ai giornalisti, ha parlato di «modalità atroci». E in un primo momento si è parlato anche di un taglio alla gola. Una notizia che sembrerebbe essere stata smentita. L'esame autoptico, infatti, ha rivelato un corpo integro, ma saponificato, e dall'analisi sono emerse abrasioni che possono essere anche dettate dal fatto che il cadavere è stato per un anno e mezzo sotto terra. E anche il taglio alla gola non sarebbe così evidente. «Io di alterazioni ne ho viste tante, non sono però in grado di dire se sia un taglio, un solco, uno scollamento di tessuti», sottolinea Iannuccelli aggiungendo: «Soltanto le successive analisi chiariranno tutte le le alterazioni che abbiamo potuto notare. Non sono in grado di dire c'è un taglio o no. Ho visto tantissime alterazioni sul corpo che possono avere origine diversa».

Nuovi esami 

Proprio per questo motivo e, in attesa dell'esito del test del Dna, saranno necessari gli esami istologici: per capire se le ferite sul corpo sono scollamenti di tessuto post mortem o ferite e lesioni da arma da taglio. Dettagli che non possono essere sottovalutati per ricostruire come sia avvenuto l'omicidio di Saman Abbas. 

I tempi degli esami

Il laboratorio Labanof avrà tempo fino a fine gennaio per depositare i risultati definitivi dell'autopsia e degli esami istologici, mentre il 10 febbraio a Reggio Emilia inizierà il processo. C'è, dunque, ancora tempo da attendere dunque, per scoprire i risultati della perizia e scoprire come realmente sia stata uccisa la 18enne di Novellara. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Dicembre 2022, 17:23
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