Torna il tetto agli stipendi dei dirigenti statali: salta la deroga dopo l'ira di Draghi

Torna il tetto agli stipendi dei dirigenti statali: salta la deroga dopo l'ira di Draghi

Dopo le polemiche, e l'irritazione del premier - ormai uscente - Mario Draghi, torna il tetto agli stipendi per i dirigenti statali. Salta alla Camera la deroga al tetto di 240mila euro per gli stipendi per i dirigenti della Pubblica amministrazione: la commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato l'emendamento soppressivo della norma introdotta ieri nel dl aiuti bis dal Senato.

Conte: bene dietrofront governo

«Bene la marcia indietro del governo. Non avremmo mai permesso che in una situazione così drammatica per il Paese, con il caro bollette, il caro dell'energia, con stipendi da fame a 2-3-4 euro lordi all'ora, i più alti dirigenti dello Stato potessero beneficiare di stipendi ancora più alti del tetto attuale. Ecco perché chiaramente voteremo il ritorno al tetto che è una misura doverosa». Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a Barletta, in Puglia, a margine di una iniziativa elettorale. «Ci hanno detto che eravamo irresponsabili perché volevamo la norma per sbloccare i cantieri e salvare 30-40.000 aziende, però adesso, invece, si può perdere qualche giorno - ha aggiunto - perchè dobbiamo ritornare al Senato per cancellare questa norma che è una vergogna». «Quindi - ha concluso Conte - vediamo un pò chi sono gli irresponsabili, se noi che lavoriamo sempre per i cittadini e nell'interesse dei cittadini o chi invece per alzare gli stipendi degli altri dirigenti che sono già stipendi molto alti».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Settembre 2022, 20:44
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