Salta la quinta e si diploma un anno prima: il genio di Flavia
di Mauro Favaro

Salta la quinta e si diploma un anno prima: il genio di Flavia

TREVISO - Ha studiato il doppio di quello che si studia in un normale anno scolastico. Ha sostanzialmente fatto due anni in uno. Ma non aveva nulla da recuperare. Anzi. La sua determinazione le ha permesso di fare un incredibile balzo in avanti. Flavia Narder, 17enne di Fontane di Villorba, ha finito a giugno il quarto anno del liceo economico-sociale del Duca degli Abruzzi di Treviso. Oltre al programma ordinario, però, nello stesso tempo ha studiato anche quello di quinta. Alla fine è stata promossa arrivando almeno all'otto in tutte le materie. 

 
E' una ottista, questo il termine tecnico. E ciò, come prevede la legge, le ha consentito di affrontare subito la maturità. Senza frequentare il quinto anno. Si tratta di un caso più unico che raro. Flavia ha concluso gli esami proprio ieri con l'orale. L'ultima fatica. Adesso attende la pubblicazione dei risultati. Per il futuro ha già le idee più che chiare: dopo l'estate si iscriverà a Statistica per l'economia e l'impresa all'Università di Padova. Partiamo dall'inizio: com'è nata l'idea di provare a fare la maturità già alla fine della quarta? «Durante il terzo anno ho trovato per caso un articolo che parlava di questa possibilità. Mi sono informata circa i requisiti necessari. Ho visto che avrei potuto rispettarli tutti. E allora mi sono detta: perché non provarci?». 
E' stata quindi una cosa preparata con largo anticipo. 
«E' inevitabile: oltre al programma di quarta, bisogna studiare anche quello di quinta. A settembre ho iniziato il nuovo anno puntando direttamente alla maturità. I professori mi hanno dato questa possibilità. Li ringrazio. E alla fine ce l'ho fatta». 
Come si studiano i programmi di due anni diversi in un colpo solo? 
«La quarta l'ho fatta normalmente. Nel frattempo, in parallelo, mi sono preparata sul programma dell'anno successivo. Tutto in modo autonomo». 
Si possono immaginare pomeriggi di studio matto e disperatissimo. 
«Non è stato semplice. Il tempo per lo studio si è sostanzialmente dimezzato, perché il carico è raddoppiato. Ho finito la quarta con la media dell'otto e mezzo. Anche meno degli anni precedenti. Ma ho dovuto studiare più velocemente il programma del mio anno per potermi dedicare anche all'altro».
Sempre chiusa in casa sui libri? 
«No. Non così tanto. Non esageriamo. Alla mia età non ha senso chiudersi in casa e rimanere sempre china sui libri. Bisogna imparare a organizzarsi. Lo studio non ha fagocitato le mie altre attività. Lo svago c'è sempre stato, faccio sport, vado in palestra e sono anche diventata arbitro di pallavolo. Certo, è stata una bella sfida». 
Almeno otto in tutte le materie. Ma qual è la preferita? 
«Economia. Senza dubbio. Mi piace da sempre. Fin da quando ero piccola. Un punto fisso. Ho sempre avuto la voglia di approfondire questa materia». 
Quale la traccia scelta per il compito di italiano della maturità? 
«Quella di ambito socio-economico. Non poteva essere diversamente (sorride, ndr). Si parlava della creatività, della dote di immaginare. Un bel tema. Come seconda prova, invece, ho avuto scienze umane». 
E l'orale com'è andato? 
«Spero bene. Non è stato semplice. Ma non posso lamentarmi. Ho presentato una tesina che partiva dal libro Il magico potere del riordino della scrittrice giapponese Marie Kondo. L'ho sviluppata seguendo i binari dell'ordine e del metodo. Comunque non ho iniziato la ricorsa alla maturità con l'ambizione di uscire dalle superiori con chissà che voto. Il mio obiettivo primario era riuscire a portare a termine quella che considero una vera sfida». 
Conclusa gli esami, quali sono gli obiettivi? 
«Mi iscriverò all'università. Ho già le idee chiare al riguardo: voglio laurearmi in Statistica per l'economia e l'impresa a Padova». 
Mauro Favaro
Mercoledì 11 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:11
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2018-07-12 14:03:06
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