Vaccino anti Covid, «per gli over 80 slitta di 4 settimane». Si riparte a marzo
di Domenico Zurlo

Vaccino anti Covid, «per gli over 80 slitta di 4 settimane». Si riparte a marzo

Dopo i ritardi nelle consegne di Pfizer e gli altri annunciati da AstraZeneca, è quasi caos intorno al piano vaccinale anti-Covid dell’Italia. A quasi un mese dall’avvio della campagna nel nostro Paese, le somministrazioni hanno riguardato oltre 1,3 milioni di persone, di cui 75mila hanno già ricevuto la seconda dose: e saranno questi ultimi ad avere la precedenza nei prossimi giorni, con l’immunità di gregge destinata a slittare «di qualche settimana o mese», ha detto il ministro degli Affari Regionali Boccia.

 

 

 

«Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da Astrazeneca faranno slittare di circa 4 settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione», ha spiegato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a Domenica In su Rai 1. Il premier Conte punta il dito contro le case farmaceutiche parlando di «gravi violazioni contrattuali» in seguito alle quali «ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali». «Abbiamo intenzione di far rispettare i contratti», ha aggiunto il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. 

 


Se dal fronte Pfizer arrivano notizie confortanti, con la fornitura che dovrebbe tornare a regime già dalla prossima settimana, la patata bollente si sposta ora nelle mani di AstraZeneca, il cui vaccino potrebbe avere l’approvazione dell’Ema a breve, «entro il 29 gennaio o anche entro il 27», secondo il presidente Aifa Giorgio Palù: quest’ultimo ha sottolineato come i ritardi esporranno a maggiori rischi gli over 80, per i quali le somministrazioni potrebbero slittare di un mese.

 

L’approvazione del vaccino di AstraZeneca inoltre, ha spiegato Franco Locatelli del Css, potrebbe essere «condizionata da determinati parametri di età»: l’ipotesi è che venga consigliato solo a chi ha meno di 55 anni. In quel caso l’Italia dovrà rimodulare nuovi criteri per definire le categorie prioritarie dando la precedenza ai più giovani e non più agli anziani, una novità che - unita al taglio del 60% delle forniture della stessa azienda farmaceutica - mette un grosso punto interrogativo su tutta la campagna vaccinale italiana. Entro la fine di marzo, le dosi dovevano essere oltre 28 milioni e saranno invece meno di 15, che dovrebbero però bastare per le categorie ritenute prioritarie (sanitari, Rsa, over 80 e pazienti a rischio). Ma per tutti gli altri, dalle forze dell’ordine agli insegnanti fino agli over 60 con patologie croniche, ci sarà ancora da attendere.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Gennaio 2021, 08:03
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