Ristoranti, da Roma a Milano la sfida della ripartenza. Viaggio nei locali che riaprono, ma sempre in 4 al tavolo
di Valeria Arnaldi, Rita Vecchio

Ristoranti, da Roma a Milano la sfida della ripartenza. Viaggio nei locali che riaprono, ma sempre in 4 al tavolo

Regolarmente distanziati, con un numero limitato di posti - massimo quattro, se non occupati da conviventi - al tavolo, e l’obbligo di indossare la mascherina quando non si è seduti. Finalmente, seppure con regole rigorose, si può mangiare al ristorante, anche al chiuso.

 

La differenza si è fatta notare, sin dalle primissime ore delle nuove misure, martedì. E, soprattutto, si è fatta “contare”. Stando ai dati Fipe, è il 46,6% dei bar e ristoranti ad avere solo posti all'interno. Dunque, quasi la metà. La proporzione si conferma a Roma e Milano: all’incirca un ristorante su due è stato costretto a rimanere chiuso per la mancanza di spazi esterni. Fino a due giorni fa. Il comparto, poi, ha tirato un sospiro di sollievo. A far discutere, ora, sono le restrizioni, a partire dal numero dei commensali a tavola. Solo quattro. «L’apertura dei ristoranti al chiuso è una boccata di ossigeno per il settore - dice Alessandro Circiello, di Federazione Italiana Cuochi, noto chef televisivo - ma va rivista la questione dei quattro a tavola. Se le distanze vengono rispettate, cosa cambia che le persone siano quattro o sei? Peraltro, la quasi totalità dei ristoranti, salvo gli stellati, usa il tavolo quadrato, non tondo, con cui è facile assicurare le distanze». Il dibattito è caldo. Sono più voci, tra categoria, politica e istituzioni, a chiedere una Commissione tecnica per alzare il limite, consentendo qualche “tavolata”. Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, il “tetto” dei posti è da rivedere. A “Un Giorno da Pecora” ha dichiarato:«Francamente li aumenterei a 8-10», per poi liberalizzare ai primi di luglio. (V. Arn.)

 

CLASSICO E SPERIMENTALE

Dalla carbonara alle novità dello chef Scamardella

 

I tagliolini con lime, vongole e latte di cocco sono una delle novità nel menu di Pipero. Il regno romano di Alessandro Pipero - che peraltro da circa due settimane ha avviato pure una nuova avventura a Cortona, nella campagna toscana, sorta di pop-up fino al 30 settembre - spazia quindi tra nuove creazioni dello chef Ciro Scamardella ma mantiene i classici, ormai immancabili, come “la Carbonara di Pipero”, vero must per appassionati e cultori. «Il primo giugno - dice Pipero - per noi è stato come una Pasqua».

Pipero, Corso Vittorio Emanuele II 250 (Roma)

(V. Arn.)

 

PIATTI ARTISTICI

Nella squadra anche un nuovo sommelier

 

Porte nuovamente aperte al ristorante Tazio dello chef Niko Sinisgalli. E in un clima di festa. Per i primi due giorni, come sottolinea Maria Rosito, manager e pr, tutti i tavoli erano prenotati. Lo chef celebra la ripartenza con un nuovo menu, studiato durante il lockdown, con piatti concepiti come opere d’arte. Novità, anche sul fronte vini, con l’ingresso in squadra di Carlo Attisano, vicepresidente Worldwide Sommelier Association e vicepresidente della Fondazione Italiana Sommelier.

Tazio, Piazza della Repubblica 47 (Roma)

(V. Arn.)

 

PASTO CON VISTA

Sapori innovativi dal roof sopra i tetti della Capitale

 

L’Attico, riservato al ristorante Les Etoiles, il roof garden, per il Bistrot, e il Rooftop, cocktail bar con vista sui tetti di Roma. Il gusto si fa in tre all’Hotel Atlante Star, storico albergo della famiglia Mencucci, che, per i sapori,  vede la firma dello chef William Anzidei. La cucina italiana viene ripensata in chiave innovativa, per guardare alla storia ma anche a suggestioni moderne, come i Tortelli con pasta fresca tirata a mano farcito con la coscia dell’anatra confit rinfrescati da caprino e mirtilli.

Les Etoiles, Via dei Bastioni 1 (Roma)

(V. Arn.)

 

LUXURY HOTEL

Messico e non solo tra spezie e cocktail

 

Nuova proposta per il luxury hotel  Chapter dell’imprenditore Marco Cilia, che apre il suo rooftop Hey Güey. La cucina è messicana tradizionale ma d’autore: l’executive chef Davide Puleio l’ha affidata al colombiano Victor Cuenca Lopez. A firmare i cocktail è il nuovo bar manager Joy Napolitano. In menu, tacos, empanadas, quesadillas, nachos e tostadas, piatti riconoscibili ma capaci di sorprendere il palato, per regalarsi, sin dal primo assaggio, la sensazione di una vacanza nel cuore della città.  

The Chapter, Via di S. Maria de' Calderari 47 (Roma)

(V. Arn.)

 

DELIZIE GIAPPONESI

Dallo chef Priyan la tradizione orientale

 

“Carpaccio dei 5 Continenti”, il Sushi Kan, l’Insalata di Aragosta o il Wikakuni Kyoto ovvero il Maialino tipico della tradizione giapponese: il ristorante dello chef Wicky Priyan riapre finalmente le sue porte. Dal primo giugno, i clienti possono pranzare e cenare all’interno, rispettando misure e distanziamenti. Non avendo un dehor esterno, nei mesi scorsi il ristorante è rimasto aperto solo con il servizio delivery e asporto (servizi che continua a fare).

Wicky’s Innovative Japanese Cuisine - corso Italia 6 (Milano)

(R. Vec.)

 

A CASA DEL TRISTELLATO

Le nuove delizie firmate Bartolini

 

Gli appena nati in casa del tristellato Enrico Bartolini a quattro mani con il bravo chef Franco Aliberti. C’è “Anima”, il ristorante gourmet con dieci tavoli disegnato da Giò Ponti, “Vertigo, Osteria Contemporanea” e "Urban Garden Bar”: tre concept sostenibili al piano terra del nuovo Hotel Milano Verticale del Gruppo UNA. Insieme a cocktail bar e piatti bistrot, due sono i percorsi degustazione - “Aliberti 2021” e “In Italia” - di Anima. Oltre che la riscoperta della cottura alla brace. 

Anima, Vertigo e Urban Garden Bar -  Via Rosales 4 (Milano)

(R. Vec.)

 

D'AUTORE PER TUTTI 

Cucina contemporanea al bistrot dei Navigili

 

È il bistrot di cucina contemporanea della zona dei Navigli. Un locale raccolto, semplice ed essenziale dai piatti impeccabili. Lo chef è Marco Ambrosino che da Procida a Milano, passando per esperienze internazionali, cura le sue creazioni d’avanguardia nel dettaglio. Dai tagliolini con porro fondente alle eliche con aringa e asparagi, dall’Ostrica alla brace alla “Chiajozza” (canocchie, riccio di mare) dolci. Una cucina d’autore a portata di tutti. 

28 Posti - via Corsico 1 (Milano)

(R. Vec.) 

 

SEGRETI ELLENICI

Un paradiso greco tra olive e vini tipici 

Camminando per le strade attorno a Porta romana, ci si imbatte in questo paradiso di enogastronomia greca. Innovativa e raffinata. Ad accogliere è Vasiliki, la proprietaria, che fa viaggiare tra le sue “fantasticherie culinarie”, dalle olive nere di Kalamata alla Athinaiki salata, al polpo al miele. Il locale ha riaperto sia la sala interna che il dehor, dopo mesi di delivery. Consulente è il bravo chef Gikas Xenakis. Gli ingredienti e i vini arrivano dalla Grecia.

Vasiliki Kouzina - Via Clusone, 6 (Milano)

(R. Vec.)


Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 Giugno 2021, 08:19
© RIPRODUZIONE RISERVATA