Rimane incinta di un altro. Per difendersi, accusa ingiustamente il compagno di stalking
di Alfredo D'Alessandro

Rimane incinta di un altro. Per difendersi, accusa ingiustamente il compagno di stalking

Altro che vittima di stalking da parte dell'ex compagno: si era inventata tutto. Ma c'è voluto un processo all'ex, conclusosi con un'ampia assoluzione, per portare alla luce le bugie e le contraddizioni di lei, che ora si ritrova a giudizio per calunnia. Protagonista di questa vicenda è una donna di 40 anni di Chieti. Il pm Giusppe Falasca ha formulato nei suoi confronti l'imputazione di calunnia per aver accusato di atti persecutori, sapendolo innocente, l'uomo di 48 anni, pure di Chieti, con il quale aveva avuto una relazione durata quattro anni, attribuendogli condotte vessatorie e reiterate nel tempo con le quali l'avrebbe minacciata e ingiuriata, pedinandola e importunandola per strada. E addirittura le avrebbe provocato lesioni personali. Ma non era vero niente perchè, oltretutto, la relazione si è interrotta, per volontà della donna, quando lei ha scoperto di essere incinta di un altro. E lui, piuttosto che comportarsi come un amante respinto e che non aveva accettato la separazione, sentendosi tradito chiedeva spiegazioni. Certo è che per l'uomo sono cominciati i problemi di natura giudiziaria dopo che lei lo ha querelato.

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Dunque, è iniziato e si è concluso un processo che ha svelato un quadro ben diverso fatto di accuse inattendibili parte della donna, secondo la quale terminata la relazione, l'ex non accettando la decisione, avrebbe iniziato a cercarla, con condotte ossessive, fino a ingiuriarla. In realtà, dicono gli atti del processo, dopo al fine della relazione l'ex compagno ha tra l'altro effettuato una serie di pagamenti importanti a favore della donna, aiutandola economicamente, aiuti accettati e probabilmente richiesti dalla donna, è scritto nella sentenza, quali le spese per la refezione scolastica di uno dei figli di lei, ricariche telefoniche alla donna, a sua madre e al figlio maggiorenne, medicinali, ha pagato addirittura le rate di un finanziamento per comprare l'auto.

Ma la donna ha mentito anche su altro: ha negato di essere mai stato a casa di lui, dicendo che era stato l'ex compagno a recarsi a casa sua, e di aver concordato il trasferimento in una nuova abitazione, procurata dall'uomo, più grande e sufficiente per ospitare anche i due figli di lei. In sostanza, si legge nella sentenza, tra i due c' stata una relazione prolungata e paramatrimoniale, interrotta solo per cause dipendenti dalla donna ed in particolare per aver avuto relazioni con altri uomini da cui è nato l'ultimo figlio non riconosciuto. Ora è lei a doversi difendere da un'accusa pesante come la calunnia.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 09:29
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