Rigopiano, un anno dopo: tra le "emergenze" l'hotel non c'era. Il verbale di quelle ore drammatiche

Un lungo elenco di emergenze, e un Abruzzo flagellato da una miriade di criticità segnalate da sindaci e amministratori ma anche da cittadini. Quelle ore drammatiche di neve, sisma e black out sono fissate in un verbale che dà conto della riunione del Centro operativo regionale per le Emergenze (Core), convocata dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, nel Palazzo della Provincia di Pescara.

La seduta si apre alle 15.40 del 18 gennaio e si chiude alle 17.25, più o meno mezzora dopo che una valanga ha travolto l'Hotel Rigopiano, causando la morte di 29 persone. Di Rigopiano si saprà solo più tardi intorno alle 20,00, quando arriva la prima conferma. L'hotel nel verbale non c'è. Quel verbale è tra le carte acquisite a suo tempo dagli inquirenti, e inserito in un ulteriore filone di inchiesta su Rigopiano che riguarda la Carta Valanghe mai realizzata dalla Regione Abruzzo. Un documento ininfluente ai fini dell'emergenza, secondo gli inquirenti, in quanto mancando sia il Piano Regionale Rischi sia la Carta Valanghe, nulla avrebbe potuto stabilire o valutare anche in caso di Rigopiano. Invece diverso è il suo utilizzo per le vicende che riguardano la mancata realizzazione della Carta di rischio per le valanghe.

Nel verbale emerge anche una trascrizione di quanto comunicato dall'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo. «Il prefetto comunica - si legge nel documento - che la viabilità allo stato non preoccupa particolarmente, anche se il Prefetto ha disposto il fermo di mezzi pesanti in alcune zone per non intralciare i soccorsi». Il documento registra, tra l'altro, «forti criticità nel versante Vestino della Provincia di Pescara e in quello della Maiella», la situazione di Chieti, sommersa dalla neve, dove «per aprire i varchi nel centro storico» si stanno utilizzando i militari, il «crollo in un supermercato» a Penne (Pescara), le «110.000 utenze disalimentate».

Il presidente D'Alfonso «chiede se Anas ha la disponibilità di personale capace di portare le turbine che si stanno recuperando» e «riferisce che ha fatto intervenire l'esercito per cinque situazioni più gravi: Chieti, Atri, Cellino Attanasio, Castellalto e Civitella del Tronto». Sulle turbine, nell'allegato al verbale, si parla di due Anas, la prima «viene portata su Pescara verso i comuni di Farindola, Villa Celiera e Montebello».

La richiesta di intervento dell'hotel Rigopiano è in una mail delle 15:44, poco prima del disastro, firmata dall'amministratore unico, Bruno Di Tommaso e indirizzata a prefetto, presidente della Provincia di Pescara, Comando Polizia Provinciale di Pescara e sindaco di Farindola: «Con la presente comunichiamo che a causa degli ultimi eventi la situazione è diventata preoccupante». Per concludere: «...per quanto sopra, consapevoli delle difficoltà generali, chiediamo di predisporre un intervento al riguardo». 

Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Gennaio 2018, 17:36
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