Walter Ricciardi e il "caos lockdown": «Dimissioni? Pronto a farmi da parte». Ma il Cts chiede di rafforzare le misure
di Simone Pierini

Walter Ricciardi e il "caos lockdown": «Dimissioni? Pronto a farmi da parte». Ma il Cts chiede di rafforzare le misure

Walter Ricciardi è finito nell'occhio del ciclone. Dopo la bufera scoppiata per le sue dichiarazioni in cui chiedeva a gran voce un nuovo lockdown totale in Italia per bloccare la diffusione delle varianti del coronavirus nel Paese, il consigliere scientifico del ministero della Salute oggi è tornato a parlare, insistendo sul concetto ma dicendosi pronto a farsi da parte. «Chiedono le mie dimissioni? Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte».

 

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Il Cts vuole misure più dure

Le parole di Ricciardi non hanno però colto di sorpresa il Comitato tecnico scientifico che, dopo aver fatto marcia indietro sulla possibilità di riaprire gli impianti sciistici, sembra voler sposare la linea di prudenza proposta. Per «contenere e rallentare» la diffusione delle varianti del Covid, «in analogia con le strategie adottate negli altri paesi europei», è necessaria una «rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento delle misure di mitigazione del rischio sia in ambito nazionale che in specifici ambiti locali, evitando ulteriori misure di rilascio». È infatti questa l'indicazione che gli esperti del Cts hanno dato venerdì scorso al termine della riunione in cui hanno analizzato gli ultimi dati epidemiologici e preso atto dello studio dell'Istituto superiore di sanità sulla diffusione delle varianti del virus in Italia. 

 

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«Aggredire il virus, non inseguirlo»

«C'è una situazione che epidemiologica oggi grave, ingravescente e incompatibile con gli assembramenti. È di fatto pericolosa per l'arrivo di queste varianti che sono molto insidiose sia dal punto di vista della contagiosità che anche purtroppo della letalità. E sono pericolose anche per la capacità di sfuggire eventualmente al vaccino come nel caso della variante sudafricana per AstraZeneca"» ha insistito Ricciardi a Rai News24. «Quindi dobbiamo in questo momento serrare un po' le fila e scegliere una strategia di aggressione nei confronti del virus non si inseguimento», ha proseguito.

 

La chiusura degli impianti sciistici

Ha fatto scalpore lo stop alla riapertura degli impianti sciistici, con un provvedimento arrivato a poche ore dal semaforo verde programmato. «Probabilmente non ha giovato questo passaggio di consegne - dice riferendosi alla staffetta tra vecchio e nuovo governo - ma di fatto la situazione epidemiologica prevedeva questo tipo di fenomeno già da ottobre novembre. Infatti quei Paesi che non hanno chiuso gli impianti sciistici sono quelli, come la Svizzera, che hanno fatto penetrare la variante inglese e che in questo momento sono in condizioni peggiori». 

 

La strategia "no Covid"

«Un rialzo dei casi con queste varianti è molto più pericoloso, basti vedere quello che è successo in Gran Bretagna: 1600 morti e decine di migliaia di casi, nonostante la più massiccia campagna di vaccinazione mai fatta in Europa. Questo significa che questa varianti sono veramente temibili, dobbiamo anticipare il virus e non inseguirlo», afferma. Quindi, la ricetta: «Fare una chiusura mirata magari concentrata nel tempo per abbassare la curva epidemica al di sotto dei 50 casi per 100mila abitanti, ricominciare a testare a tracciare come fanno per esempio i neozelandesi, che hanno chiuso con tre casi. E poi vaccinare vaccinare vaccinare a tutto spiano».


Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Febbraio 2021, 07:29
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