Riapertura, il 4 maggio ritorno al lavoro per 2,7 milioni di italiani: ecco il piano del Governo

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di Enrico Chillè
Nessun prolungamento del lockdown: dal 4 maggio si riparte e, per le aziende in grado di rispettare le norme di sicurezza, la riapertura potrebbe arrivare già dal 27 aprile. Sono queste le decisioni giunte al termine dell'incontro in videoconferenza tra il governo, le parti sociali e la task force guidata da Vittorio Colao, che dovrà occuparsi della ripartenza nella fase due.

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Le riaperture al termine del lockdown coinvolgeranno al massimo 2,7 milioni di lavoratori, impegnati in attività manufatturiere, edilizie e commerciali. Con la chiusura scattata prima della metà di marzo, è necessario ripartire al più presto, perché ogni settimana di inattività rischia di costare caro sul Pil di un intero paese; le condizioni necessarie per riaprire, tuttavia, sono mantenere il distanziamento sociale (per questo si pensa a più turni di lavoro spalmati su sette giorni lavorativi) e fornire i lavoratori di dispositivi di protezione individuale, a cominciare dalle mascherine. Ovviamente, per chi potrà continuare con lo smart working da casa, non è ancora contemplata l'ipotesi di tornare al lavoro tradizionale in ufficio.

Si pensa anche ad autorizzare dalla metà di maggio prima l'apertura dei negozi al dettaglio (11), poi quella di bar e ristoranti (18). È l'idea sul tavolo del governo, in vista della fase 2. L'ipotesi è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione.
Le prime misure, da prendere nei prossimi giorni, riguarderanno: l'aggiornamento del protocollo di sicurezza con imprese e sindacati; un nuovo protocollo per i mezzi pubblici utilizzati da circa il 15% dei lavoratori; la situazione dei lavoratori nelle fasce di età più a rischio. Proprio su quest'ultimo punto manca una convergenza tra Colao e Conte: il primo ha proposto di esonerare i lavoratori over 60, un'ipotesi però respinta dal premier.
Da parte del governo c'è l'intenzione di ripartire quanto prima, anche se gli esperti del comitato tecnico-scientifico, anch'essi presenti nella conference call di ieri, predicano «gradualità e cautela» nelle riaperture. Per sostenere le aziende strategiche in crisi, Cassa depositi e prestiti potrà contare su un fondo da 40 miliardi. Intanto, il Consiglio dei Ministri, previsto per ieri sera, è slittato a oggi.
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Aprile 2020, 09:24
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