Rave abusivo nel Viterbese al quinto giorno, scatta l'allarme contagi. La Regione: «Situazione grave, nessuna trattativa possibile»

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Si stima ci siano ancora 6 mila persone al rave party nel campo di grano a Valentano nel viterbese iniziato lo scorso 14 agosto. Mentre le forze dell'ordine controllano l'area impedendo nuovi ingressi all'evento, la procura di Viterbo apre un'indagine per la morte del 25 enne trovato senza vita nel lago di Mezzano lo scorso 16 agosto. Ma adesso preoccupa anche la situazione sanitaria. Con la Regione con non nasconde le sue preoccupazioni, anche sul fronte allarme contagi: «Situazione fuori controllo, nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento», dice l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato. «I servizi della Asl segnalano una situazione grave» aggiunge.

 

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Musica per il quinto giorno consecutivo al rave

Nel campo a Valentano, nel viterbese, le casse acustiche continuano a diffondere la musica e i partecipanti al Rave party abusivo. Iniziato il 14 agosto, il gruppo non accenna ad interrompere la festa così come più volte è stato chiesto di fare dalle forze dell'ordine che cinturano la zona sia sul fronte laziale e che toscano.Ieri, da quanto si apprende, nessuno ha tentato di avvicinarsi all'area così come avveniva i giorni scorsi ma, al contrario, sono molti quelli che, per lo più in camper, hanno cominciato a lasciare l'area. Tutti, ovviamente, vengono identificati per «presentare loro il conto» successivamente. Intanto si stima che nell'area prospiciente al lago Mezzano siano ancora presenti circa 6.500 personeLe forze dell'ordine stanno controllando da giorni la zona a ridosso dell'evento non autorizzato, che ha chiamato a raccolta giovani da tutta Europa ed è in corso una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. Sul tavolo anche la questione del rave in corso. 

 

 

Procura indaga sulla morte del 25enne

Nelle acque del lago di Mezzano, il 16 agosto, è morto un ragazzo di 24 anni e, secondo fonti investigative, è l'unico morto legato al Rave. Seccamente smentita la notizia del secondo morto diffuso su alcuni post sui social. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla sua morte. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del Mezzano, dove il ragazzo era stato visto immergersi. I magistrati sono in attesa dei risultati dell'autopsia disposta per accertare le cause del decesso.

 

 

«Scenario complesso» per l'intervento della Polizia

Sulle polemiche per il mancato intervento diretto all'interno della festa abusiva interviene il portavoce dell'Associazione Nazionale Funzionato di Polizia, Girolamo Lacquaniti: «Andando controcorrente e rispondendo ai molti esperti di ordine pubblico dell'ultima ora, crediamo sia necessario fare un pò di chiarezza sulla vicenda del rave party di Viterbo». «Lo facciamo sotto un profilo squisitamente tecnico perché l'idea di una resa dello Stato non ci sembra coerente con quella che è una scelta (secondo noi correttissima) di evitare scenari di straordinario rischio - aggiunge - Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone, in più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile. In uno scenario di questo tipo l'intervento prevederebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l'uso dei lacrimogeni rischia d'innescare incendi con esiti drammatici». 

 

«Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti, sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità - dicono - Per questo, il nostro giudizio sull'operato del Questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza». «Siamo consapevoli che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma, sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori», aggiunge. «Inoltre, l'azione di persuasione dell'Autorità di Pubblica Sicurezza ha portato, ad oggi, all'allontanamento dall'area di circa 1.500 soggetti», conclude.

 

Le reazioni politiche

«Nonostante un morto, l'appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione per un rave nel Viterbese: è uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole, eppure il Viminale è immobile. La Lega presenterà una interrogazione. Lamorgese cosa dirà questa volta? Che il dossier è sul tavolo di Draghi o che si aspetta un aiuto dall'Europa?», dice il leader della Lega, Matteo Salvini.

 

 

Anche Giorgia Meloni si esprime riguardo al gigantesco rave party in corso da Ferragosto al confine tra le province di Viterbo e Grosseto.«Sono cinque giorni che va avanti il rave party di Mezzano (Viterbo) tra droga, alcol e illegalità. Nonostante sia anche morto un ventiquattrenne, nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo. Lamorgese, ma dove sei?». Srive su Fb la presidente di Fratelli D'Italia.

 

«Sul rave nel viterbese c'è stata una grave inadempienza da parte del Ministero dell'Interno: è inammissibile che da giorni migliaia di giovani stiano vivendo nella totale illegalità con conseguenze drammatiche». Dice Luca Sani, deputato Pd. «Il ministro Lamorgese e il sottosegretario leghista con delega alla pubblica sicurezza Nicola Molteni hanno gravi responsabilità su ciò che è accaduto e sta continuando ad accadere. Evidentemente la Lega di governo -aggiunge Sani- è talmente concentrata sul controllo del mar Mediterraneo che abbandona totalmente le azioni per la sicurezza sulla terra ferma. Per fermare questa follia non sono sufficienti gli attuali presidi locali delle Forze dell'ordine, che si sono spesi con coraggio ed intelligenza in questi giorni, ma occorre inviare senza ulteriore indugio i necessari rinforzi per polizia e carabinieri».

 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Agosto 2021, 16:46
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