Pubblica Amministrazione, addio allo smart working dal 15 ottobre: le multe e le eccezioni
di Silvia Natella

Pubblica Amministrazione, addio allo smart working dal 15 ottobre: le multe e le eccezioni

Nelle Faq pubblicate dal governo tutti i dettagli e le risposte alle domande frequenti

Addio allo smart working per i dipendenti della Pubblica Amministrazione dal 15 ottobre. Il decreto firmato dal presidente Mario Draghi prevede il ritorno in ufficio con il green pass. Una norma che riguarda circa tre milioni e 200mila persone. «È l'era della nuova normalità», ha affermato il ministro Renato Brunetta. Intanto, il sito del governo pubblica le Faq  (risposte a domande frequenti) per tutti i dettagli. 

 

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Smart working per i non vaccinati

La certificazione verde consentirà il ritorno al lavoro in presenza, ma ci sono 320 mila statali non vaccinati, il 10% del totale. Una quota di lavoratori, dunque, resterà in modalità smart working, ma Brunetta ha chiarito che non dovrà superare il 15%. Per il ministro «lo smart working non può essere usato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass».

 

Smart working, le deroghe e le condizioni

Il governo ha specificato che «l’accesso al lavoro agile avverrà unicamente previa stipula dell’accordo individuale», ma «dovranno essere rispettate tre condizioni: non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi dall’amministrazione a favore degli utenti; l’amministrazione deve disporre di una piattaforma digitale o di un cloud o comunque di strumenti tecnologici idonei a garantire la sicurezza delle comunicazioni tra lavoratore e amministrazione; deve aver previsto un piano di smaltimento degli arretrati e deve fornire al personale i devices necessari».

 

Green Pass, il ritorno in ufficio

Le persone potranno andare al lavoro solo mostrando il Green Pass e quindi la certificazione dell'avvenuta vaccinazione contro il Covid. Entro il 15 ottobre «saranno indicati gli strumenti tecnologici necessari alla implementazione delle piattaforme digitali per la verifica del green pass e saranno fornite indicazioni procedurali per la gestione del personale, soprattutto in fase di prima attuazione dell’obbligo». 

 

Pubblica Amministrazione, le multe 

Sulla scia del decreto che obbliga ad avere il Green Pass per lavorare i dipendenti non vaccinati saranno assenti ingiustificati e questo comporta «il mancato pagamento dello stipendio» oltre a una sanzione da 600 a 1.500 euro per chi entra in ufficio senza il certificato. Le aziende dovranno individuare un responsabile per i dovuti controlli che rischia una multa tra 400 e 1.000 euro. Il governo ha però chiarito che «in caso di accertamento da parte delle autorità (ispettorato o forze dell’ordine, ndr) se un dipendente viene trovato senza green pass, nulla può essere contestato all’azienda se i controlli a campione sono stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi».

 

Autonomi e controlli in casa

Per quanto concerne i lavori di liberi professionisti «I cittadini che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico non dovranno controllare il green pass in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass». Il datore di lavoro della colf o della badante invece «è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass». Per il libero professionista che accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dagli addetti alle verifiche individuati dalla stessa azienda». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Settembre 2021, 09:57
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