Prof di religione, arriva il concorso dopo 15 anni
di Lorena Loiacono

Prof di religione, arriva il concorso dopo 15 anni

In arrivo un concorso specifico per regolarizzare i docenti di religione: più della metà, in Italia, sono precari. Eppure fanno lezione, danno i voti, partecipano agli scrutini di fine anno e come tutti i docenti della scuola pubblica, dalle elementari alle superiori, vengono retribuiti dallo Stato. Il motivo? Il concorso per insegnare religione non viene bandito dal 2004.

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Così la maggior parte resta precario, rientrando in graduatorie messe a punto dalla Cei, che rilascia l'abilitazione all'insegnamento. Ma non passano mai di ruolo collezionando tristi record di precariato che raggiungono anche i 25 anni. Le nomine infatti sono solo annuali, quindi a tempo determinato, tanto che il numero degli insegnati precari ha superato quello dei colleghi di ruolo: sono 12.114 i docenti con contratto a tempo indeterminato a fronte dei 15.218 precari. Per loro infatti non ci sono state neanche classi di concorso dedicate
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Un vuoto che ora si sta facendo sentire tra proteste sindacali e proposte di legge. Il senatore della Lega Mario Pittoni, presidente della Commissione istruzione, aveva presentato un emendamento al Dl semplificazioni poi messo da parte e presto diventerà un disegno di legge ad hoc. Come sarà il concorso? Il Sottosegretario all'istruzione Fioramonti, nell'ultima interrogazione parlamentare, ha spiegato che il concorso sarà ordinario e non riservato solo ai precari di religione. Una corsia preferenziale comunque ci sarà: nel concorso ordinario, infatti, sarà prevista una quota riservata ai docenti che hanno almeno 3 anni di servizio alle spalle anche non consecutivi nell'arco dell'ultimo decennio.

Tra questi ci sono anche i vincitori del concorso del 2004 ancora in attesa del ruolo. Per loro, secondo quanto specificato nell'emendamento, resterebbero valide anche le graduatorie di merito del vecchio concorso: agli idonei inseriti viene assegnato, ogni anno, il 50% dei posti vacanti e disponibili in ogni regione in base alla suddivisione territoriale prevista dalle diocesi. Il restante 50% dei posti verrà invece attribuito ai vincitori dei prossimi concorsi. Secondo l'emendamento, il prossimo concorso sarà un esame orale. Non è prevista la prova in inglese, in considerazione del fatto che non è previsto l'insegnamento della religione in lingua straniera.
Lunedì 4 Marzo 2019, 05:01
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