Green pass, lavoratori cinesi di Prato in rivolta: «Noi vaccinati con Sinovac, fateci lavorare»

Green pass, lavoratori cinesi di Prato in rivolta: «Noi vaccinati con Sinovac, fateci lavorare»

Associazione Ramunion Italia: «Molti cinesi sono stati vaccinati con il Sinovac, non valido per l'ottenimento del green pass italiano»

Non possono lavorare perchè vaccinati ma senza green pass: cinesi in rivolta. È quanto succede a Prato, dove un gruppo di lavoratori cinesi, a cui è stato somministrato il vaccino Sinovac, vaccino al momento non riconosciuto dall'Ema (European medicines agency), non possono entrare sul posto di lavoro. Non potendo sottoporsi ad una ulteriore vaccinazione, tutti i cinesi che lavorano in Italia non possono ottenere il certificato verde.

 

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Un problema che ha spinto l'Associazione generale Ramunion Italia a scrivere al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per chiedere un intervento. La richiesta arriva dal presidente Luca Zhou Long e dal vicepresidente Francesco Rotunno.
Si capisce come questa situazione comporti disagi notevoli nella filiera produttiva. Mi rivolgo a lei perché ho avuto modo di apprezzare il suo pragmatismo rivolto alla soluzione dei problemi. Le chiedo – continua Luca Zhou Long – di intercedere non tanto per il cittadino cinese quanto per il lavoratore extracomunitario che, avendo comunque rispettato la legge, e deve vedere soffrire il suo lavoro per l'impossibilità di ottenere una semplice autorizzazione amministrativa».

Ma non è tutto. Anche gli italiani che lavorano in Cina, e anch'essi vaccinati col Sinovac, non possono rientrare in Italia.
«Trattiamo tematiche di interesse cinese e italiane relative ai problemi sorti con l’introduzione del green pass. Molti cinesi sono privati della loro libertà in Italia – aggiunge il vicepresidente Rotunno – e molti italiani sono privati della libertà di rientrare dalla Cina e questo nonostante le due dosi di vaccino».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Ottobre 2021, 16:00
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