Pranzo e cena di Natale: «A casa solo due non conviventi, bambini esclusi. Zona rossa in festivi e prefestivi»

Pranzo e cena di Natale: «A casa solo due non conviventi, bambini esclusi. Zona rossa in festivi e prefestivi»

Pranzi e cene di Natale ai tempi del coronavirus, quali saranno le regole che dovremo seguire? Dalla riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione di maggioranza, iniziata questa mattina e ancora in corso, iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni, scrive l'agenzia Adnkronos. Sembra che stia passando la linea più "aperturista", cioè più morbida nei confronti di chi vorrà andare a trovare i parenti per le feste. La decisione definitiva arriverà nel pomeriggio, e il premier parlerà in serata in conferenza stampa.

 

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DUE NON CONVIVENTI, BAMBINI ESCLUSI Dovrebbe essere dunque consentito a due non conviventi -ma solo parenti stretti- di fare visita a genitori o nonni, fermandosi, ad esempio, per la cena della vigilia o per il pranzo di Natale. Nei giorni 'rossi', con autocertificazione, ci si potrà spostare per far visita a un famigliare, portando con se figli 'under 14' che saranno comunque esclusi dal 'conteggio'. Vale a dire che si potrà andare dai nonni anche se in quattro, l'importante è che i due minori abbiamo meno di 14 anni di età. 

 

ZONA ROSSA IN FESTIVI E PREFESTIVI L'orientamento che emerge, si apprende da fonti di Governo, è quella di un'Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio, ma solo nei giorni festivi e prefestivi. Negli altri giorni sarà zona arancione. Ora ci sarà il confronto con le regioni e stasera, alle 18, il Cdm che dovrà portare alle misure definitive che dovrebbero essere poi illustrate da Conte in una conferenza stampa serale.

 

 

SPERANZA, FORTE IRRIGIDIMENTO MISURE TRA 24 E 6/1 «Stiamo chiudendo le misure definitive che dobbiamo comunicare al Paese e che verranno prese nei prossimi giorni: prevedono un irrigidimento significativo tra il 24 dicembre e 6 gennaio», ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando in collegamento ad un incontro organizzato dalla Fnomceo (Federazione nazionale ordini medici). «L'impatto sulla popolazione della vaccinazione anti-Covid lo vedremo a primavera inoltrata. Ciò significa che ancora per un tempo significativo dovremo convivere con il virus con l'unica vera arma che abbiamo, che è quella delle misure non farmacologiche. Da qui il mio atteggiamento di prudenza, specialmente nei 15 giorni di Natale per evitare una recreduscenza».

 

Fin quando «non saranno vaccinate 10-15 milioni di persone, l'effetto immunologico sarà ancora residuale - ha continuato - e quindi per non poche settimane dovremo mantenere un livello attenzione significativo». «La buona notizia di queste settimane è l'accelerazione della campagna vaccinale - ha continuato - Noi siamo ottimisti che il 21 dicembre l'Ema (Agenzia europea del farmaco) e il 22 l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) possano approvare il pecorso del vaccino Pfizer-Biontech e avere le primissime vaccinazioni». Il 6 gennaio inoltre l'Ema «approverà il secondo vaccino, quello di Moderna - ha concluso il ministro - e questo ci metterà nelle condizioni di allargare la nostra campagna vaccinazione».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Dicembre 2020, 16:47
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