La gelateria rifiuta il pagamento di 20 euro con il Pos, il cliente chiama la finanza e scatta la multa

La sanzione di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione è stata elevata nel Comune di Brogliano

La gelateria rifiuta il pagamento di 20 euro con il Pos, il cliente chiama la finanza e scatta la multa

BROGLIANO (VICENZA) - Nei giorni scorsi, i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Vicenza, sulla scorta delle nuove misure di legge introdotte per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che hanno anticipato al 30 giugno 2022 il termine a decorrere dal quale viene applicata la sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata accettazione di pagamenti elettronici, hanno accertato la violazione commessa dalla titolare di una gelateria, operativa nel Comune di Brogliano, la quale si era rifiutata di ricevere il pagamento mediante Pos, da parte di un cliente, per un importo pari a 20 euro.

Aria condizionata in auto, multe fino a 444 euro: ecco quando si rischia la sanzione

Roma, lo strano caso delle strade con limite a 30 km/h: segnalati dossi e buche che non ci sono. Multe fino a 700 euro

Pos, pagamento negato: segnalazione al 117

Il controllo, condotto dalle fiamme gialle della compagnia di Arzignano, è scattata per la segnalazione di un cittadino, che ha chiamato il 117 della sala operativa del comando provinciale per spiegare di aver ricevuto il rifiuto di poter pagare dei gelati con la carta di debito. I militari hanno pertanto proceduto alla contestazione della violazione nei confronti della titolare dell’esercizio commerciale, e alla trasmissione del rapporto, come previsto dall’art 15 del dl n. 179/2012, al prefetto di Vicenza, autorità competente per l’irrogazione della sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale è stata rifiutata l’accettazione del pagamento, con l’esclusione della possibilità di avvalersi del pagamento in misura ridotta.

L’attività ispettiva condotta dai finanzieri è in linea con le priorità stabilite dal Pnrr, che richiedeva l’entrata in vigore di una riforma legislativa che garantisse sanzioni amministrative efficaci in caso di rifiuto da parte di fornitori privati di accettare pagamenti elettronici: la violazione dell’obbligo, in vigore dal 2014, da parte di chi effettua attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, era finora rimasta sprovvista di sanzione.

Pos obbligatorio: cosa succede se viene rifiutato?

L'obbligo di accettazione di questa tipologia di pagamenti - si legge in una nota della Gdf - è indipendente dall’entità del corrispettivo, dalle modalità di svolgimento dell’attività e dalla natura del cedente o prestatore (imprenditore, professionista, ente non commerciale per l’attività commerciale) ricadendo pertanto su una vasta platea di operatori economici. Inoltre, la condotta sanzionabile si configura in seguito alla mancata accettazione della richiesta del cliente di effettuare il pagamento tramite carte di debito, di credito e prepagate, e non in base all’eventuale indisponibilità da parte dell’esercente del Pos. Resta fermo il diritto del consumatore di scegliere liberamente la modalità di pagamento, digitale o contante. Infine la sanzione non è applicabile nei casi di oggettiva impossibilità tecnica, ad esempio nel caso di evidenti problemi di connessione o di malfunzionamenti tecnici dei dispositivi utilizzati.

Il Pos è diventato obbligatorio: multe a chi non permette di usarlo

Pubblicato da Leggo su Venerdì 15 luglio 2022

Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Luglio 2022, 15:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA