Oltre 150 casi di polmonite, paura nel Bresciano. «Possibile batterio nell'acqua potabile»

Oltre 150 casi di polmonite, paura nel Bresciano. «Possibile batterio nell'acqua potabile»

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Scatta l'allarme polmonite del Bresciano dove i casi di contagio "anomalo" sono vertiginosamente aumentati negli ultimi giorni. Gli ospedali della zona si trovano così a fronteggiare un'emergenza notevole in questo periodo della stagione. Nello specifico sono più di 150 i casi di polmonite accertati in questi giorni nella zona della Bassa bresciana orientale, tra Montichiari e Calvisano. Un allarme che ATS, l'agenzia di tutela della salute, ha raccolto e sul quale sta indagando per capire le cause di questa epidemia. Non è escluso che i casi di polmonite siano dovuti ad un batterio presente nell'acqua. Per questo è in corso un vertice tra i gestori degli stessi acquedotti e Ats di Brescia. Successivamente Ats incontrerà invece i sindaci della Bassa bresciana Orientale. «Abbiamo stilato una serie di raccomandazioni per i cittadini» ha detto il direttore generale di Ats Carmelo Scarcella.

Allarme polmonite, 71 persone ricoverate al Pronto Soccorso


«Negli ultimi giorni - spiega l'assessore al Welfare Giulio Gallera - presso alcuni Comuni della bassa bresciana orientale, si è registrato un numero di casi di polmonite superiore a quello atteso nello stesso periodo. A fronte di questo incremento, abbiamo tempestivamente attivato, tramite l'Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, un'indagine epidemiologica e ambientale per individuare possibili collegamenti tra i casi».

«Regione Lombardia, attraverso Ats Brescia, sta proseguendo con gli approfondimenti e le indagini volte a individuare possibili correlazioni tra i casi di polmonite che si stanno manifestando da alcuni giorni nei territori della Bassa Bresciana orientale. Ad oggi risultano 121 gli accessi per polmonite al pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano del Garda, Gavardo, Asola, Castiglione delle Stiviere e Mantova».

Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Delle 121 persone - ha spiegato l'assessore - 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana. Sul totale degli accessi 107 sono ricoverati. Anche l'Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione del caso.
«Le Aziende Sociosanitarie Territoriali (Spedali Civili e Garda) - ha detto l'assessore - stanno fornendo ad Ats Brescia tempestivi aggiornamenti sul numero di casi e sugli esiti degli approfondimenti diagnostici effettuati. Attraverso i dati raccolti si sta mappando la diffusione territoriale del fenomeno»

«Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di Ats Brescia - ha aggiunto Gallera - è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati; in particolare i tecnici dell'Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il Laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni«. »Nel pomeriggio - ha spiegato ancora l'assessore regionale - è stato convocato un tavolo tecnico con i Gestori delle reti idriche del territorio della bassa bresciana orientale per individuare le fonti di approvvigionamento dei diversi Comuni e conoscere lo stato degli acquedotti«. Ats ha inviato ai Comuni buone norme di comportamento preventive chiedendo di diffonderle alla popolazione.
Sabato 8 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2018 11:11
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