Ecco la pillola anti Covid. L’Ema avvia le analisi sull'antivirale Molnupiravir
di Greta Posca

Ecco la pillola anti Covid. L’Ema avvia le analisi sull'antivirale Molnupiravir

Una pillola dall’aspetto più che familiare. Che si può prendere a casa, ai primi sintomi della malattia. E che potrebbe dare la svolta decisiva a una campagna vaccinale ormai stagnante da settimane: l’obiettivo del 90% di popolazione immunizzata con due dosi è ancora lontano. Di certo è molto più semplice ingoiare una capsula che superare l’avversione per gli aghi.

Per questo la comunità scientifica internazionale guarda con molto interesse all’antivirale prodotto dalla casa farmaceutica Merck e in collaborazione con la Ridgeback Biotherapeutics, entrambe americane, la prima con base in New Jersey, la seconda in Florida. Il prodotto da assumere per via orale - per ora sperimentato solo su adulti - si chiama Molnupiravir. Le stesse aziende produttrici hanno annunciato ieri che l’Ema - l’Agenzia europea del farmaco - ha avviato l’esame dei dati sull’antivirale. Se sarà concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione europea, il Molnupiravir potrebbe essere la prima pillola per il trattamento del Covid-19 nell’Unione europea.

Il colosso farmaceutico ha presentato una richiesta di autorizzazione alla Fda americana, all’Ema e ad altre agenzie di regolamentazione in tutto il mondo sulla base dei risultati positivi di un’analisi provvisoria dello studio clinico di fase 3, che ha valutato il Molnupiravir in pazienti adulti non ospedalizzati con Covid-19 con sintomi da lieve a moderato e che erano a maggior rischio di progressione a Covid grave e/o ricovero. Dall’analisi si è evidenziato che il Molnupiravir somministrato due volte al giorno ha ridotto il rischio di ospedalizzazione o morte di circa il 50%. In attesa della potenziale autorizzazione, l’azienda prevede di produrre 10 milioni di cicli di trattamento entro la fine del 2021, ed ulteriori nel 2022.


Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Ottobre 2021, 08:01
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