Pietro Genovese, «musica troppo alta ai domiciliari»: i vicini infastiditi chiamano i carabinieri

Pietro Genovese, «musica troppo alta ai domiciliari»: i vicini infastiditi chiamano i carabinieri

Pietro Genovese, figlio 21enne del regista Paolo, è sotto processo con l’accusa di omicidio stradale per aver investito e ucciso le due 16enni Gaia e Camilla, in corso Francia a Roma lo scorso dicembre. Ai domiciliari dallo scorso 26 dicembre, Genovese si sarebbe però reso protagonista di un episodio che lo ha visto segnalato dai carabinieri al gip.

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L’episodio risale allo scorso 22 maggio: il giovane era a casa con alcuni amici - come concesso dal giudice - e i vicini di casa hanno chiamato i carabinieri per lamentarsi di quello che stava succedendo. Dalla casa infatti c’era musica ad un volume troppo alto: quando i carabinieri sono arrivati hanno verificato che era tutto vero e la musica era effettivamente troppo alta, fino a sentirsi addirittura dalla strada.



Tra gli amici che erano con Genovese c’era anche Davide Acampora, che si trovava proprio con lui al momento dell’incidente, quando Gaia e Camille persero la vita. I carabinieri, racconta il Corriere della Sera oggi, dopo un’ora di controlli avrebbero ‘ripreso’ il giovane invitandolo ad abbassare il volume e ad evitare di rifarlo. Il gip, ricevuta la relazione, non è intervenuto nei confronti del giovane, e da allora non ci sono state altre segnalazioni: evidentemente Pietro deve aver imparato la lezione.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Luglio 2020, 14:04
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