Troupe Rai aggredita nel “Bronx” pescarese del Rancitelli. Metodo mafioso analogo a quello degli Spada e dei Casamonica

di Emilio Orlando
Vendono bustine piene di cocaina a tossicodipendenti che arrivano da mezzo Abbruzzo tra degrado, sentinelle, vedette e donne affacciate in finestra pronte a segnalare l' arrivo della polizia. Come pusher utilizzano minorenni, le loro mogli, le figlie e chiunque non ha nulla da perdere a mettersi alle loro dipendenze criminali. Pagano anche le spese legali in caso di arresto. Un' organizzazione analaoga a quell criminali della Camorra e della 'Ndrangheta. A gestire il narcotraffico dentro il quartiere Rancitelli, nel fortino della droga detto “Ferro di cavallo”, le solite famiglie criminali di etnia sinti originarie del pescarese che si contendono anche l' egemonia del controllo delle piazze di spaccio nelle altre zone dell' Abbruzzo. Il clan Ciarelli operante anche a  Latina nel Lazio, gli Spinelli, i De Rocco e di Di Silvio tutti con legami di parentela con i Casamonica.

La droga cambia piazza: dopo il blitz contro i Casamonica, la "Mala" si sposta

Le recenti inchieste della direzione distrettuale antimafia, avevano messo in luce come i canali di approvvigionamento della droga erano gli stessi per tutte le famiglie affiliate. Milioni di euro, l' indotto annuo che nelle piazze di spaccio i boss intascano dal malaffare. Uno dei responsabili dell' aggressione alla toupe di Rai2 della trasmissione “Popolo Sovrano” ed al giornalista Daniele Piervincenzi, è un pregiudicato molto violento, con precedenti per spaccio e rapina  che vive al civico 183 del “ferro di cavallo”. Per scurarsi con il giornalista ha utilizzato il metodo infallibile utilizzato da tutti i delinquenti incalliti per giusificare la loro aggressività e violenza. A utilizzato e messo avanti i bambini piccoli. «Non volevamo che riprendessero i bambini in finestra» - ha dichiarato Jhonny Di Pietrantonio ai microfoni delle televisioni locali. Di Pietrantonio venne arrestato nel 2015 per aver rapinato con una mazza da baseball, quasi quarantamila euro dal centro ortofrutticolo di Pesacara. Oggi è inserito con un ruolo apicale nella filiera dello spaccio insieme ad altri sodali.


Una madre di 23 anni che urla disperata, con in braccio la figlia


In un post pubblicato sul suo profilo Facebook poche ore fa con cui di Pietrantonio si vanta del suo curriculum, dopo aver agredito la troupe Rai, scrive:«A casa mia chi nasce delinquente muore delinquente. Dei miei reati mi sono sempre preso le mie responsabilità e non mi sono mai cantato a nessuno perchè faccio di cognome Di Pietrantonio». Questa mattina la polizia e carabinieri hanno eseguito dei controlli nel quartiere Rancielli dove hanno controllato uomini e mezzi sequestrando anche diverse dosi di sostanza stupefacente. 
Sabato 16 Febbraio 2019, 19:06
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