Staccano gas e luce a famiglia con 4 bimbi. Il papà non ha i soldi per le bollette: un signore in fila gliele paga
di Nicola Benvenuti

Staccano gas e luce a famiglia con 4 bimbi. Il papà non ha i soldi per le bollette: un signore in fila gliele paga

Staccano gas e luce a una famiglia con quattro bambini, perché in arretrato con i pagamenti delle bollette: il padre senza soldi, chiesta inutilmente la rateizzazione, si dispera allo sportello. A quel punto interviene un anonimo benefattore che era come lui in coda all'ufficio riscossioni e salda il debito.

La storia a lieto fine è accaduta a Conselve, in provincia di padova, negli uffici della società Centro Veneto Energie (CVE) di piazza XX Settembre, condivisi con Acquevenete, la società pubblica che gestisce gli acquedotti della bassa padovana e del rodigino, che peraltro è estranea alla vicenda.

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Il Centro Veneto Energie è un'azienda privata, con sede a Lozzo Atestino e filiali nel padovano e in Polesine, che fa parte del mercato libero per l'energia elettrica, il gas naturale e le telecomunicazioni e gestisce tutto il ciclo attivo della filiera del gas naturale e dell'energia elettrica. Sabato mattina 7  
dicembre, durante l'orario di sportello, un uomo residente nel territorio, si è presentato negli uffici del CVE, condivisi con Acquevenete e situati in locali messi a disposizione dal Comune di Conselve, dopo che il vecchio edificio dell' acquedotto era divenuto inagibile a causa di un incendio e poi è stato venduto ad un privato. 

LA VICENDA Un uomo, la cui nazionalità, nè la residenza sono note, quando è stato il suo turno, ha spiegato all'operatore, che è il medesimo che lavora per Venetoacque, di essere senza gas, nè corrente dal primo mattino: fatta una verifica, è emerso che l'utenza aveva accumulato un arretrato e che il blocco della fornitura si era reso necessario in quanto non aveva pagato le ultime bollette. «Come faccio, ho 4 bambini», ha implorato l'uomo, che ha aggiunto: «Posso pagare ratealmente?». La risposta, peraltro gentile a detta di chi era presente, è stata negativa e inflessibile, perché l'insolvenza era troppo lunga e non prevedeva rateazione. Sgomento e disperato, l'uomo si è così allontanato, piangendo. Tra gli utenti in attesa c'era un signore che si trovava in coda proprio dietro a lui e che aveva assistito alla scena: quest'ultimo ha chiesto all'addetto allo sportello a quanto ammontasse il debito accumulato. «Sono quasi 600 euro», ha risposto l'impiegato. E l'utente ha prontamente replicato: «Saldo io, però aspettate a comunicarglielo, perché voglio restare anonimo e non voglio che colleghi l'operazione alla mia persona. Però voi fate in modo che possa riavere subito luce e gas». La vicenda è apparsa già domenica sui social, suscitando soprattutto approvazione, ma anche qualche critica, soprattutto perchè sembrava in un primo momento che l'interruzione dell'erogazione riguardasse anche l'acqua. Ma da Acquevenete arriva una precisazione: «Nell'ultimo trimestre si è proceduto a una sola cessazione per morosità e si trattava di un'azienda, non di un privato. L'episodio quindi è reale, ma non riguarda la fornitura dell'acqua, che non è mai stata interrotta a questo utente, che tra l'altro risulta adempiente. 
Nicola Benvenuti 
Mercoledì 11 Dicembre 2019, 12:55
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