Papa Francesco a Lesbo, è la seconda volta in cinque anni. Ad attenderlo migliaia di profughi e bambini

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Continua la visita in Grecia di Papa Francesco, che da Atene in aereo è arrivato questa mattina sull'isola di Lesbo, sede dell'area attrezzata per l'accoglienza dei rifugiati che ha sostituito il campo profughi di Moria, il più grande d'Europa, distrutto completamente dalle fiamme di un incendio a settembre 2020. Proprio a Moria Bergoglio era già stato cinque anni fa, il 16 aprile 2016. Francesco, accolto dalla presidente della Repubblica ellenica, Ekaterini Sakellaropoulou, e dall'ordinario della diocesi, arcivescovo Josif Printezis, è atterrato all'aeroporto di Mytilene e si è recato al Reception and Identification Centre.

I rifugiati sono stati nel frattempo in parte ricollocati o trasferiti in altre isole dell'Egeo, e nel campo di Mytilene, soprannominato dai greci 'Moria 2.0', ve ne sono oggi alcune migliaia, con numeri che oscillano tra i 2.000-2.500 e gli oltre 4.000-4.200. Secondo la Caritas, attualmente nelle baracche, tendoni e container risiedono 2.200 persone: in effetti il campo avrebbe una capacità di 8.000 persone ma in questo periodo vengono accettati meno rifugiati per ragioni legate al Covid.

Le provenienze vanno dalle zone di conflitto dell'Asia e del Medio Oriente fino a quelle dell'Africa. Le condizioni di vita nel campo sono migliorate rispetto a quello di Moria, considerato una sorta di inferno, ma sempre molto dure, e le attese dei permessi di asilo in Europa lunghissime. Molte le famiglie con bambini anche in tenerissima età. Il cerimoniale prevede un canto iniziale, quindi il saluto del vescovo, la testimonianza di un rifugiato e quella di un volontario. Previsto quindi il discorso del Pontefice, cui segue la consegna di un dono dei bambini a Francesco. 

Papa Francesco si intrattiene con alcuni migranti

Entrato nel Reception and Identification Centre di Mytilene, a Lesbo, papa Francesco si è diretto a piedi verso il luogo della cerimonia intrattenendosi ungo il tragitto con i profughi in sua attesa, accarezzando in particolare i tanti bambini, spesso molto piccoli, stringendo mani, dispensando sorrisi, saluti e parole di conforto e incoraggiamento. Il Papa si ferma anche ad ascoltare le storie e le invocazioni di alcuni dei rifugiati, delle provenienze più diverse, dall'Asia, al Medio Oriente, all'Africa.

Al termine della cerimonia ufficiale, presenti anche la presidente della Repubblica Ekaterini Sakellaropoulou e l'ordinario della diocesi, arcivescovo Josif Printezis, Francesco si fermerà ancora con alcuni rifugiati e visiterà le loro abitazioni. Circa 200, anche qui con diversi bambini, quelli che lo attendono nel luogo dell'incontro, tutti dotati di cuffiette per la traduzione simultanea delle sue parole. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 6 Dicembre 2021, 16:40
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