Pantera nera si aggira per le colline: «Due avvistamenti, è allarme»

Pantera nera si aggira per le colline: «Due avvistamenti, è allarme»

Paura nel Cuneese per le colline del Roero, tra Corneliano d'Alba e Piobesi, dove si aggira una pantera nera, o almeno così sembrerebbe, dopo un primo avvistamento e l'allarme dato dal sindaco di Corneliano Alessandra Balbo. A imbattersi nella pantera il giardiniere di una impresa di Cherasco, al lavoro in una villa del paese, che l'ha inizialmente scambiato per un cane: per la paura si è chiuso nel cortile dove lavorava e ha subito avvisato il municipio. Ci sarebbe stato anche un secondo avvistamento, ritenuto credibile dai carabinieri, che hanno effettuato verifiche e sopralluoghi (senza esito) fino al calare del buio.

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«In passato segnalazioni simili si sono poi rivelate inconsistenti. Abbiamo verificato anche con la banca dati internazionale sui detentori di animali esotici o pericolosi, ma non risultano denunce o fughe», ha detto ieri il maggiore Stefano Gerbaldo, comandante provinciale del Gruppo Carabinieri Forestali. «In provincia di Cuneo non ci sono peraltro detentori di pantere o felini simili - aggiunge -, con l'eccezione del Parco Safari delle Langhe, a Murazzano». Nello zoo safari però l'animale è tenuto in gabbia. Il sindaco di Corneliano Alessandra Balbo ha spiegato di aver lanciato l'allarme perché la segnalazione del giardiniere era attendibile e perché l'animale era stato indicato vicino al sentiero S4 del Roero, molto frequentato in pausa pranzo e nel pomeriggio, sia da residenti sia da escursionisti.

Luciano Remigio, responsabile del Cras di Bernezzo (Cuneo), uno dei tre centri recupero animali selvatici riconosciuti dalla Regione Piemonte, parla però di un «avvistamento anomalo». «Pochi anni fa era scattata la ricerca di un felino a Centallo, ma poi si era rivelato un semplice cane - ricorda ancora l'esperto -. Fino ai primi Annì80 sono stati diversi i felini detenuti da privati che fuggivano, anche leopardi e leoni qui nel Cuneese, poi la legge è cambiata diventando per fortuna molto più restrittiva. Nella mia esperienza non ho mai recuperato un felino in aperta campagna, ma solo in ambienti urbani. Sono animali cresciuti con l'uomo e nutriti dall'uomo, per questo lo cercano e difficilmente lo attaccano. A meno che non si tratti di un animale acquistato sul mercato illegale, che stavano trasportando chissà dove, ma è un'ipotesi molto improbabile».

Martedì 14 Gennaio 2020, 18:28
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