Pamela, i due nigeriani restano in carcere: omicidio, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere

Pamela, i due nigeriani restano in carcere: omicidio, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere

Convalidati gli arresti di Desmond Lucky e per Lucky Awelima, i due nigeriani coinvolti nella morte di Pamela Mastropietro, che restano in carcere. Lo ha deciso il gip di macerata Giovanni Maria Manzoni. Awelima, 27 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Desmond Lucky, 22 anni, ha risposto alle domande, negando però su tutta la linea di avere a che fare con la morte della 18enne, il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato in due trolley nelle campagne di Pollenza il 31 gennaio.



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LEGALE LUCKY, "MIO ASSISTITO NEGA TUTTO" Desmond Lucky, uno dei due fermati di sabato scorso per la morte di Pamela Mastropietro ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda, rispondendo alle domande del gip. «Ha negato di essere stato in quella casa, ha detto che conosceva Innocent Oseghale (il primo fermato, ndr) ma non Pamela - ha detto il suo legale Gianfranco Borgani al termine dell'udienza di convalida -. Ha risposto a domande sulle telefonate tra lui e Oseghale il 30 gennaio, spiegando che si erano sentiti per delle puntate da giocare su Eurobet». Il 22enne nigeriano però è accusato anche di spaccio di droga: avrebbe ceduto una dose di eroina a Pamela il 30 gennaio. L'altro indagato Lucky Awelima non ha invece risposto alle domande. Il gip Giovanni Maria Manzoni ha confermato la custodia in carcere per entrambi e per tutti i capi di incolpazione, che comprendono omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere.

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È cominciata poco prima delle 9, nel tribunale di Macerata, l'udienza di convalida per i nigeriani  in stato di fermo da sabato.

A loro e al terzo indagato Innocent Oseghale, 29 anni, vengono contestati gli stessi reati in concorso: omicidio, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere. I due, difesi rispettivamente dagli avv. Gianfranco Borgani e Giuseppe Lupi, sono comparsi davanti al gip Giovanni Maria Manzoni. All'udienza partecipa anche il pm Stefania Ciccioli e dovrebbe essere presente anche il procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio. Lucky e Awelima sono stati portati a Macerata dal carcere di Montacuto a bordo di un automezzo della polizia penitenziaria.

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AMPIA COOPERAZIONE QUARTO INDAGATO ,MA RUOLO MARGINALE Ha «cooperato sin dall'inizio con gli inquirenti, rispondendo alle loro domande» il quarto indagato nell'inchiesta per la morte di Pamela Mastropietro. Lo ha spiegato oggi il suo legale, Paolo Cognini, senza entrare nel merito dei fatti. Si tratta di un nigeriano a piede libero: il suo ruolo al momento è marginale, avrebbe ricevuto una telefonata da Innocent Oseghale il pomeriggio del 30 gennaio, data in cui ragazza sarebbe morta per un «efferato omicidio» nell'appartamento di via Spalato, secondo gli inquirenti. Oseghale, il primo nigeriano fermato, gli avrebbe chiesto di venire a casa sua perché la ragazza stava male. Ma l'altro avrebbe risposto di no. Secondo Cognini, il suo assistito è indagato 'tecnicamente' per effettuare accertamenti irripetibili: è stato infatti sottoposto a rilievo plantare da confrontare con le impronte rilevate dai Ris nell'abitazione.

ORLANDO, "TRAINI NON È PAZZO, È TERRORISMO" «Smettiamola di parlare di pazzo su Macerata. Quando uno spara a delle persone che prova ad ammazzare, persone di colore, è uno che compie un atto di terrorismo». Lo dice il ministro della Giustizia Andrea Orlando ad Agorà. «Poi se è pazzo o no - prosegue il Guardasigilli - lo deciderà il giudice, e se è pazzo non sarà imputabile. Ma la categoria della follia non credo sia utilizzabile perché rischia di sminuire la portata dei fatti. Quando Al Qaeda ha distrutto le Torri Gemelle non abbiamo parlato di pazzia ma di terrorismo». 

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SCRITTA SU MURO SEDE PD MARSALA INNEGGIA A TRAINI Una scritta inneggiante a Luca Traini, l'uomo che ha sparato a sei immigrati a Macerata, e una croce celtica sono comparsi sul muro del palazzo che a Marsala (Trapani) ospita la sede del Pd, in via Stefano Frisella. A denunciare l'accaduto è stata l'ex parlamentare regionale Antonella Milazzo, segretaria locale dei dem. «Marsala ha una solida tradizione antifascista e sono certa che reagirà con orgoglio per contrastare la deriva fascista e xenofoba che sta investendo l'Italia». Ieri sera, intanto, una svastica è comparsa su un altro muro del centro storico, in via Calogero Isgrò, a pochi metri di distanza da piazza Giacomo Matteotti. Venerdì scorso, la scritta «Luca Traini» e una croce celtica erano comparse, sempre con vernice nera, sul muro della palestra «Nicola Grillo», in piazza Marconi. Lo stesso giorno l'amministrazione comunale fece ritinteggiare la parete della palestra. 

 
Mercoledì 14 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:42
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