Palermo: cittadinanza onoraria agli agenti d'Italia nel 29° anniversario della strage di via D'Amelio
di Stefania Cigarini

Palermo: cittadinanza onoraria agli agenti d'Italia nel 29° anniversario della strage di via D'Amelio

Palermo più volte colpita al cuore, rinasce con l’omaggio alle vittime del terrorismo mafioso. Oggi, 19 luglio 2021, alle 18, la città capoluogo della Sicilia conferirà la Cittadinanza onoraria alla Polizia di Stato. Nello stesso giorno in cui - 29 anni fa - Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, i cinque agenti della scorta di Paolo Borsellino, morirono insieme al giudice uccisi dall’esplosione di un’auto bomba imbottita con 50 chili di tritolo.

 


La ricorrenza della strage di via D’Amelio, da delicato momento di memoria e riflessione, quest’anno “sancisce il legame forte e indelebile, inciso nella dolorosa storia di questa città ed intrecciato con la vita dei tanti servitori dello Stato che qui prestano ed hanno prestato il loro servizio con onore, anche sino al sacrificio estremo”.

 

Parole del Sindaco Leoluca Orlando che consegnerà la Cittadinanza onoraria nelle mani del Capo della Polizia, Lamberto Giannini, all’interno della Caserma Lungaro, da dove i cinque agenti uscirono l’ultima volta. Alla cerimonia sarà presente il questore Leopoldo Laricchia, insieme a tutti i suoi predecessori: a segnare quell’“Esserci Sempre” a garantire - costi quel che costi - la sicurezza altrui.

 

Poliziotti erano Vito Schifani, Rocco Dicilio, Antonio Montinaro, saltati per aria con il magistrato antimafia Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, solo 56 giorni prima, sull’autostrada di Capaci, il 23 maggio 1992. La Cittadinanza onoraria e il concerto di Polizia che si terrà al Teatro di Verdura saranno il momento conclusivo di una tre giorni di celebrazioni che oltre all’omaggio, inevitabilmente, hanno riportato a galla la ferita mai suturata dei depistaggi.

 

Alle commemorazioni non ha partecipato Fiammetta, la figlia minore del giudice assassinato: «Sarò fuori Palermo» ha fatto sapere sottolineando l’assenza di intenti polemici. Di diverso avviso Salvatore fratello di Paolo Borsellino e di Rita, scomparsa nel 2018 e impegnata, come lui, nella ricerca della verità, ma soprattutto nella divulgazione della memoria e della cultura della legalità nelle scuole. «La verità su via D’Amelio si saprà, purtroppo, solo quando tutti gli attori di questa scellerata storia saranno morti. Paolo doveva morire perché si potesse portare avanti la trattativa (Stato-mafia, ndr) e doveva anche sparire la sua agenda rossa».

 

E sempre oggi, 19 luglio, dalle 16,58 (l'ora della strage) sulla pagina Fb del centro studi Dino Grammatico verrà letto e commentato un audio inedito di Borsellino sul fenomeno mafioso.

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Luglio 2021, 11:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA