Mamma uccisa dalla figlia a Torino, l'ultimo messaggio prima di morire: «Aiuto, non riesco a calmarla»
di Alessandro CELLINI

Mamma uccisa dalla figlia a Torino, l'ultimo messaggio prima di morire: «Aiuto, non riesco a calmarla»

Quel lavoro perso da qualche giorno, l'intenzione della mamma di riportarla a Lecce, un tentativo di fuga andato male. Questi i presupposti della tragedia di Torino, nella quale Luana Antonazzo ha trovato la morte per mano della figlia, Chiara Rollo, che si è poi suicidata. Questo l'antefatto che ha portato, nel cuore della notte, l'insegnante leccese a mandare un disperato messaggio al fidanzato della figlia: «Chiara mi sembra scompensata. È diventata aggressiva, non riesco a trattenerla. Torna qui».
 
 


Un appello quasi disperato. Che il fidanzato di Chiara, però, legge troppo tardi, quando ormai la tragedia in corso Racconigi 237 si è già consumata. Una tragedia che ha gettato nello sconforto chiunque conoscesse le due donne: i familiari, prima di tutto; ma anche amici e colleghi della professoressa, che insegnava matematica al liceo De Giorgi di Lecce.

Gli inquirenti sono al lavoro per definire quanto più possibile il quadro di un dramma familiare. Chiara - che lo scorso anno era stata ricoverata per un breve periodo in ospedale e che prendeva delle medicine per i suoi disturbi - lavorava in un'azienda tessile, ma a giugno aveva perso il lavoro. Un colpo durissimo per una ragazza fragile e già gravata da altri problemi. Proprio per questo Luana era andata a Torino: per starle vicino ma soprattutto per convincerla a tornare nel Salento, a casa, dove forse avrebbe potuto ricominciare a vivere.

Quando arriva a Torino, però, Luana non trova la figlia a casa: Chiara ha infatti preso un treno ed è andata a Milano. A far cosa, non è chiaro. Di certo la polizia ferroviaria trova i suoi bagagli sul treno. La 33enne rientra a Torino e trova la madre ad aspettarla: forse la sua stessa presenza diventa motivo di scontro, di tensione insopportabile. Tanto che, dopo una nuova fuga della ragazza, a casa arriva anche il fidanzato, poi sentito dagli investigatori. Forse per riportarla alla ragione, per cercare di far tornare un po' di calma. Il ragazzo, anche lui ingegnere, rimane a casa fino a tarda notte. Entrambi sono preoccupati per quella ragazza che sembra aver perso la sua strada. Chiara torna nuovamente e lui va via, senza nemmeno lontanamente immaginare il dramma che si materializzerà di lì a poche ore.

Quel messaggio alle 4.30 del mattino, quel grido di allarme di Luana, lui lo ascolterà oltre due ore più tardi. In quelle due ore accade di tutto. La discussione tra mamma e figlia degenera. Chiara impugna un coltello e colpisce più volte la madre; i vicini sentono gridare per tutta la notte. Le ultime urla sono quelle di Luana Antonazzo, trafitta a morte dalla figlia. Quando arriva la polizia, Chiara non vede altra via d'uscita se non quella di gettarsi dal nono piano.

Un rapporto conflittuale ma di amore profondo, quello tra mamma e figlia. Se è vero che non era la prima volta che Luana cercava di convincere la ragazza a tornare a casa, a Lecce. Già alcuni anni fa la donna aveva provato a riportare Chiara nel Salento. Un tentativo vano, che ha tuttavia rinnovato nei giorni scorsi, forse all'apice del loro conflitto.
Tutto ciò che resta, ora, è materiale d'indagine. Rimane poco spazio per le considerazioni sul legame tra le due donne. Agli investigatori interessa soprattutto ricostruire il più minuziosamente possibile le ultime ore di Luana Antonazzo e Chiara Rollo. Per questo la scena del delitto, l'altro ieri, è stata analizzata a fondo. E anche a questo serviranno le autopsie che la Procura di Torino ha disposto sulle due salme. Solo dopo mamma e figlia potranno tornare, insieme e per l'ultima volta, a casa.
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Luglio 2020, 11:29
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