Non c'è pace per le statue: è scontro su quella di Montanelli. E negli Usa abbattono Cristoforo Colombo
di Domenico Zurlo

Non c'è pace per le statue: è scontro su quella di Montanelli. E negli Usa abbattono Cristoforo Colombo

In questi tempi di proteste non c'è pace per le statue, negli Stati Uniti come in Italia. Accade perciò che i manifestanti che hanno occupato le piazze da giorni dopo la morte di George Floyd, se la prendano con le statue di Cristoforo Colombo, e anche in Italia qualcuno prende esempio e chiede di rimuovere da un parco di Milano quella di Indro Montanelli, uno dei giornalisti più importanti di sempre.

A fare quest'ultima richiesta sono stati i Sentinelli, organizzazione antifascista: una richiesta a cui ha aderito anche l'Arci, e che arriva dopo non solo l'abbattimento delle varie statue di Colombo, ma anche dopo la distruzione a Bristol della statua dedicata allo schiavista Edward Colston. I Sentinelli hanno motivato la richiesta - inviata al sindaco Beppe Sala - legandola al fatto che «fino alla fine dei suoi giorni Montanelli ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale». Nella Milano Medaglia d'oro della Resistenza questa è «un'offesa alla città e ai suoi valori democratici», hanno fatto sapere.

LE REAZIONI SU MONTANELLI La richiesta dei Sentinelli non ha lasciato indifferente il centrodestra: Matteo Salvini sui social ha scritto «giù le mani dal grande Indro Montanelli! Che vergogna la sinistra, viva la libertà». Per l'assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia ed esponente di Fratelli d'Italia, Riccardo De Corato, «è una vergogna, un attacco alla memoria di uno dei più grandi giornalisti italiani. La Floyd mania sta offuscando le menti anche di qualche consigliere comunale». Per il capogruppo di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale, «Montanelli è simbolo del giornalismo libero italiano e di chi sa andare controcorrente contro la peggior censura, quella del conformismo. Chiediamo al sindaco di prendere le distanze dai Sentinelli, campioni dell'intolleranza e dell'odio politico».



Più mite la reazione del Pd: il capogruppo del partito, Filippo Barberis, ha spiegato di essere «molto lontano culturalmente da questi tentativi di moralizzazione della storia e della memoria che trovo sbagliati e pericolosi. Montanelli ha commesso un grave errore ma questi sono atteggiamenti di censura più che di riflessione e sono lontanissimi dalla sensibilità di Milano». Matteo Forte di Milano Popolare ha invece bollato I Sentinelli come «talebani dell'antifascismo. Siamo in tempo di esami di maturità, ripassino la storia e scopriranno che nella città medaglia d'Oro della Resistenza il giornalista fu fatto prigioniero e condotto a San Vittore dai nazisti per poi essere liberato da patrioti cattolici». 

NEGLI USA Intanto negli Usa dopo Boston e Richmond anche a St Paul, città gemella di Minneapolis e capitale del Minnesota, è stata abbattuta una statua di Cristoforo Colombo. Lo mostra un video di una televisione locale, che fa vedere un gruppo di dimostranti che fa cadere a terra la statua tirandola con delle corde: una scena che ricorda quella dell'abbattimento della statua di Saddam Hussein a Baghdad durante la guerra del Golfo del 2003.

Gli attivisti avevano già minacciato di abbattere la statua del navigatore italiano, considerato responsabile con la sua «scoperta» dell'avere avviato la colonizzazione europea delle Americhe con il conseguente genocidio delle popolazioni native. Il governatore Tim Walz era anche intervenuto dicendo che non si devono tacciare di «political correctness» le critiche delle minoranze verso la statua. «Sono delle sofferenze storiche che portano a quello che abbiamo visto con George Floyd quando la rabbia viene fuori», ha detto il democratico.

A BRISTOL Intanto, come detto a Bristol al culmine di una manifestazione antirazzista del movimento Black Lives Matter promossa in Gran Bretagna, una statua di Edward Colston - mercante-filantropo della città arricchitosi nel '600 anche col commercio degli schiavi - è stata abbattuta ed è stata ripescata nel porto. Il recupero, riferisce la Bbc, è stato disposto dalle autorità comunali ufficialmente per questioni di sicurezza della navigazione: non è chiaro che fine farà la statua, ma è escluso che torni al suo posto, almeno per il momento.



Il sindaco di Bristol, Marvin Rees, laburista e nero, pur senza giustificarne l'abbattimento illegale, aveva fatto sapere nei giorni scorsi di non sentire la mancanza di quel monumento sul piedistallo. Intanto a Poole, nel Dorset inglese, è stata spostata per precauzione una statua dedicata a Robert Baden-Powell, fondatore del movimento degli scout: inserito nel mirino degli attivisti iconoclasti più radicali, fra i numerosi monumenti di figure storiche oggi controverse, per le rivelazioni biografiche su sue presunte idee razziste e simpatie per Adolf Hitler. 

LE ALTRE STATUE A RISCHIO Dubbi sul senso storico della campagna in favore della rimozione delle statue sono stati peraltro espressi alla Bbc dalla professoressa Louise Richardson, rettore dell'università di Oxford. «La storia non va nascosta, dobbiamo confrontarci con il nostro passato per imparare da esso», ha detto l'accademica, riferendosi agli appelli per l'abbattimento di un monumento dedicato dallo stesso ateneo di Oxford a Cecil Rhodes, benefattore dell'illustre università e protagonista dell'imperialismo vittoriano nell'Africa del Sud giudicato da molti un precursore dell'apartheid; o ancora contro personaggi come Oliver Cromwell (feroce nella persecuzione degli irlandesi) o come William Gladstone, celebre primo ministro liberale coinvolto a sua volta nel traffico degli schiavi.

«La mia visione personale è che nascondere la storia non sia la strada migliore per illuminarci», ha insistito la professoressa Richardson, ricordando come i grandi numi tutelari dell'università da lei guidata siano stati, «per 800 dei 900 anni» trascorsi dalla sua fondazione, «convinti che le donne non fossero degne dell'istruzione accademica». «Io penso che si sbagliassero, ma che non vadano condannati, bensì giudicati nel contesto dei loro tempi», ha proseguito. Sottolineando ancora d'essere cresciuta in Irlanda, abituata a considerare ad esempio Cromwell «un barbaro»; salvo poi «imparare come la sua figura possa essere percepita in modo molto diverso in Gran Bretagna».

A TORINO IMBRATTATO VITTORIO EMANUELE Infine, altro gesto simile a Torino dove è stata imbrattata la statuta di Vittorio Emanuele II. A rivendicare il gesto sulla propria pagina facebook il Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino - Ksa che, mostrando la foto, scrive: «Torino come Bristol. Quando la giunta comunale di Torino si indigna per una sbombolettata nera sulla statua di un colonialista di m... noi rispondiamo che questa statua non è il nostro patrimonio culturale». 



IN BELGIO E anche in Belgio la morte dell'afroamericano George Floyd negli Usa ha ravvivato il dibattito sulla violenza della colonizzazione in Congo e sulla responsabilità del re Leopoldo II, le cui statue sono state oggetto della rabbia degli attivisti antirazzisti. Due giorni fa a Bruxelles una statua equestre è stata vandalizzata con numerose iscrizioni tra cui «Blm», acronimo di Black Lives Matter. Ad Anversa una statua del sovrano è stata rimossa da una piazza.

Il gruppo 'Réparons l'Histoirè ha lanciato una petizione all'inizio di giugno sul sito change.org chiedendo di rimuovere tutte le statue di Leopoldo II sul territorio della città di Bruxelles. Gli attivisti trovano incomprensibile che il sovrano, che regnò dal 10 dicembre 1865 fino alla sua morte nel 1909, venga ancora 'onorato' negli spazi pubblici dopo le sue azioni contro il popolo congolese. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 11 Giugno 2020, 15:39
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