Nomine Rai, Conte furioso con l'Ad Fuortes: «E' lottizzazione. Non andremo più in televisione sugli schermi Rai»

Nomine Rai, Conte furioso con l'Ad Fuortes: «E' lottizzazione. Non andremo più in televisione sugli schermi Rai»

«Fuortes non libera la Rai dalla politica ma ha scelto di esautorare una forza politica come il
M5s: siamo alla degenerazione del sistema e per questo il M5s non farà più sentire la sua voce sui canali del servizio pubblico». Parole di fuoco quelle di Giuseppe Conte che si scaglia contro le nomine Rai programmate dal nuovo Ad Fuortes. Il leader dei grillini - irritatissimo per il fatto che sia stato fatto fuori il direttore del Tg 1 Carboni, nominato proprio in quota 5 stelle nel 2018 - non ha risparmiato critiche ai vertici di Viale Mazzini. 

 

«L'amministratore delegato Fuortes aveva il potere di scegliere e ha scelto di sottrarsi al confronto istituzionale. - ha tuonato Conte -  Nel merito poi aveva varie possibilità ed ha scelto invece la vecchia logica delle istanze dei partiti politici, scegliendo però di escludere il partito di maggioranza relativa, quello che rappresenta 11 milioni di elettori». Poi agiunge: «come M5s ci chiediamo che ruolo ha avuto il governo in tutto questo». Questa, ha aggiunto, «si chiama lottizzazione». 

 

Conte continua nella propria invettiva: «Ha rinviato l'incontro richiesto nei giorni scorsi dai consiglieri di amministrazione Rai e ha rinviato la convocazione già programmata davanti alla Commissione di Vigilanza Rai» ha detto Conte parlando del «metodo» scelto da Fuortes per la nomina dei nuovi direttori di testata.

 

Quanto «al merito delle scelte, Fuortes poteva affidarsi a vari criteri: ha scelto di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell'applicare questo criterio ha però scelto di escludere, fra tutte le forze dell'arco parlamentare, unicamente il Movimento 5 Stelle».

 

Quanto alla lottizzazione, «le logiche che da tempo guidano il servizio pubblico non ci piacciono e non ci sono mai piaciute. Anche noi ci siamo ritrovati prigionieri di questo sistema che abbiamo denunciato molte volte, ma non abbiamo numeri sufficienti per modificarlo come abbiamo già proposto. Un nostro disegno di legge, però, è stato incardinato in Commissione in Senato, per intervenire sulla governance della Rai e liberarla finalmente dall'influenza della politica»


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Novembre 2021, 19:52
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