Nicolò Maja, sopravvissuto alla furia omicida del padre Alessandro è stato operato: resta in pericolo di vita

Il ragazzo di 23 anni è stato colpito ripetutamente alla testa con il martello

Nicolò Maja, sopravvissuto alla furia omicida del padre Alessandro è stato operato: resta in pericolo di vita

Resta ricoverato in pericolo di vita all'ospedale di circolo di Varese Nicolò Maja, il ragazzo di 23 anni unico sopravvissuto alla furia omicida del padre Alessandro che ieri, nella loro casa di Samarate (Varese), ha ucciso la moglie Stefania e la figlia Giulia di 16 anni. Nicolò è stato colpito ripetutamente alla testa con un martello (al vaglio degli inquirenti anche l'uso di un trapano) ha riportato un gravissimo trauma cranico ed è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Se dovesse sopravvivere, Nicolò - diplomato perito aeronautico con la passione del volo - avrebbe comunque danni permanenti la cui entità è da valutare.

 

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Maja trasferito in carcere a Monza

È previsto entro le prossime 48 ore l'interrogatorio di garanzia di Alessandro Maja, 57 enne geometra milanese arrestato ieri per aver ucciso la moglie Stefania Pivetta, 56 anni, la figlia Giulia di 16 anni, e per aver ridotto in fin di vita il figlio maggiore Nicolò, 26 anni, nella loro villetta di Samarate (Varese). L'uomo, trasferito ieri sera dall'ospedale di Busto Arsizio (Varese) a quello di Monza, si trova ora nel carcere del capoluogo brianzolo. Medicato le ferite e le ustioni che si è autoinflitto dopo il massacro della sua famiglia, ieri Maja si è avvalso della facoltà di non rispondere durante il suo primo interrogatorio.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 5 Maggio 2022, 20:27
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