Pranzo di Natale con parenti no-vax? Crisanti consiglia: «Fategli il tampone, Omicron non dà scampo»

Pranzo di Natale con parenti no-vax? Crisanti consiglia: «Fategli il tampone, Omicron non dà scampo»

L'esperto: ha ragione il ministro tedesco della Sanità, alla fine ci saranno guariti, vaccinati o deceduti

Parenti non vaccinati: che fare? Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all'Università di Padova e punto di riferimento nel dibattito su Covid e dintorni, non ha dubbi: «In questo momento sto organizzando le cene per le feste e chiedo a tutti di fare prima un tampone molecolare, perché il rapido è meno preciso».

 

Leggi anche > Primo caso di variante Omicron in Veneto: un vicentino tornato dal Sudafrica

 

«Se avessi un parente non vaccinato al pranzo di Natale gli chiederei di fare un tampone», dice Crisanti. E già: si avvicinano le feste, si addobbano le case, si pensa a regali, pranzi e cenoni e stavolta, molto più dello scorso anno quando l'imperativo era a stare a casa perché su tutta l'Italia era calato il rigore normativo della zona rossa, dal 24 al 27 dicembre, lockdown e coprifuoco inclusi, stavolta - si diceva - vuoi il green pass, vuoi il vaccino, vuoi la voglia di stare finalmente assieme, il problema si pone eccome. 

 

Le feste e il contagio

Crisanti così ha detto nel corso della trasmissione "Un giorno da pecora", in onda sulle frequenze di Rai Radio 1. Parole che vanno a incrociare pensieri e dibattiti in corso all'interno delle famiglie. La zona rossa sembra ipotesi lontana, il rischio lockdown un rimedio al momento remoto. Ma i contagi aumentano anche sotto la spinta di Omicron, l'allarme torna a salire, alcune regioni italiane riprendono a colorarsi e ad abbandonare il candore da zona bianca e così il dubbio si impone con tutta la sua forza. Così come le cautele, del resto.

 

 

Perplessità sui tamponi rapidi

Crisanti non ha mai nascosto le proprie perplessità sull'efficacia dei tamponi antigenici, certamente rapidi ma meno precisi di quelli molecolari. Così il consiglio non cambia, e anzi si rafforza (un po' come il concetto di green pass) ora che i giorni di dicembre passano e l'appuntamento con il periodo clou delle festività si avvicina a grandi passi. In tempi di varianti che accelerano i contagi (ma forse non la virulenza della pandemia, aspettare accertamenti di laboratorio per maggiore esattezza prima di esprimersi con perentorietà), abbassare la guardia sarebbe il peggiore dei regali da fare ad amici e parenti. 

Quanto alla terza dose e al periodo di copertura assicurata, l'accademico non si è dimostrato propenso a dispensare certezze: "Quanto dura? Magari lo sapessimo, stiamo tutti imparando. Quel che ci dice l'esperienza di Israele è che ripristina totalmente la protezione. E in genere la terza dose, per tutti i vaccini, prevede il richiamo dopo un anno. Purtroppo, ora stiamo tutti imparando...". 

 

Con Omicron niente scampo per i non vaccinati

Parlando ieri sera a "Piazza Pulita", su La7, l'esperto ha fornito ulteriori indicazioni, anche queste a uso e consumo degli irriducibili nella lotta al Covid: “I non vaccinati rischiano ogni giorno, fanno affidamento sulla fortuna. Sono convinto di quanto detto dal ministro della sanità tedesca: alla fine di uno o due anni ci saranno guariti, vaccinati o deceduti”. Secondo Crisanti, in sostanza, “con la nuova variante Omicron non c’è scampo per i non vaccinati”.


Ultimo aggiornamento: Domenica 5 Dicembre 2021, 14:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA