Napoli, apre la porta all'assassino: massacrata a coltellate nel letto
di Giuseppe Crimaldi

Napoli, apre la porta all'assassino: donna massacrata a coltellate nel suo letto

Viveva da sola, e da sola è morta. Assassinata. Pugnalata nel suo letto, colpita da almeno due fendenti al cuore inferti da un assassino che resta ancora senza volto. Per un mese la notizia è rimasta coperta da un fitto riserbo investigativo, ma ieri - in occasione del trigesimo celebrato in chiesa - si è avuta conferma del fatto che Rosa Trapani, 67enne pensionata e residente a due passi da piazza Garibaldi, non è deceduta per cause naturali, ma per un efferato delitto.

LA SCOPERTA
È la mattina del 18 gennaio e piove a dirotto da ore. Da almeno due giorni la signora Maria Trapani, sorella della vittima, tenta di parlarle, senza riuscirvi: il telefono squilla ma nessuno risponde. A quel punto, insieme ad un fratello, decide di recarsi di persona per verificare se sia accaduto qualcosa. La porta d’ingresso di casa non presenta segni di effrazione e non è chiusa a chiave. La preoccupazione cresce di ora in ora, e Maria - insieme al fratello Gennaro - si reca nell’appartamentino di via San Giuseppe Calasanzio, nel cuore della Duchesca. Con un doppione di chiavi i due riescono a entrare e fanno la tragica scoperta: il corpo ormai senza vita della donna è sul letto in posizione prona tra le lenzuola intrise di sangue. Un omicidio. Incredibilmente, dopo i primi rilievi gli investigatori non appongono però i sigilli all’appartamento: tanto che qualche giorno dopo i parenti si disfano di oggetti che sarebbero potuti risultare determinanti ai fini delle indagini scientifiche, a cominciare dal materasso sporco di tracce ematiche che viene abbandonato in strada.

 

LE INDAGINI
Dal primo sopralluogo ci sono tuttavia elementi precisi che offrono importanti indizi. La signora è stata assassinata con almeno due coltellate (l’arma non si è trovata) e la morte risale a due-tre giorni prima del ritrovamento. E la porta, non forzata, non era chiusa a chiave: la vittima ha dunque aperto spontaneamente al suo assassino.
Ma perché tanta ferocia? Chi poteva avere interesse ad uccidere una tranquilla signora conosciuta e ben voluta da tutti in un quartiere popolare nel quale si sa tutto di tutti? Scattano le indagini, e il pubblico ministero Salvatore Prisco - al quale viene affidato il coordinamento investigativo - dispone l’esame autoptico, eseguito il 18 gennaio (le cui conclusioni non sono ancora state depositate). Da un portagioie nella camera da letto sarebbero scomparsi alcuni oggetti di valore. Nel frattempo la sorella Maria ha deciso di affidarsi ad un avvocato per costituirsi parte offesa nel procedimento giudiziario facendosi rappresentare dal penalista Carmine Gatto. Le indagini avrebbero già preso una direzione ben precisa e presto si potrebbe arrivare ad una svolta.
Giovedì 21 Febbraio 2019, 23:01
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