Papà uccide la figlia di 16 mesi, l'urlo straziante del nonno: «Ginevra non c'è più»

di Matilde Andolfo
Eccolo l'urlo straziante del nonno di Ginevra, la piccola di sedici mesi scaraventata giù dal secondo piano della palazzina, in via Cozzolino a San Gennaro vesuviano in provincia di Napoli, dove vivono i nonni materni. A lanciarla di sotto il papà Salvatore Narciso quello che più di tutti avrebbe dovuto proteggerla. Sono passate da poco le venti e nella villetta rosa con le colonne bianche è un viavai di persone, amici e parenti, che accorrono per stare vicino a mamma Agnese, giovane medico che ha tentato disperatamente di rianimare la sua piccola.

San Gennaro Vesuviano, papà lancia la figlia di 16 mesi dal balcone e si butta di sotto. Lei è morta. «Si stava separando dalla moglie»

Dalla vetrata della villetta rosa fuoriescono urla di disperazione e di angoscia. "Ginevra non c'è più, Ginevra non c'è più!" . È un coro tragico, quasi una cantilena che scandiscono tutti. Ed è un pianto continuo che nessuno riesce a consolare. Due le immagini che stridono: quella del giardino d'infanzia con l'erba lussureggiante e le sculture in pietra di Biancaneve e i sette nani, il luogo prediletto dove Ginevra amava trascorrere i suoi pomeriggi, e l'altra che raffigura la tanica di candeggina usata per lavare via il sangue dall'asfalto. Incredulità , sgomento, disperazione, nessuno ha voglia di parlare. Ma su Ginevra il coro è unanime: "una bambina bellissima e amorevole". L'atmosfera è quasi sospesa. Restano l'assurdità di questa tragedia che non può avere una spiegazione se non quella della follia umana e la consapevolezza che a togliere la vita a un innocente sia stato chi la vita gliel'ha data.

Martedì 16 Luglio 2019, 00:02
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