Nadia, uccisa dal fidanzato. Il papà dell'omicida: "Mio figlio era un bravo ragazzo"

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di Paola Treppo
MUZZANA DEL TURGNANO (Udine) - «Mio figlio era un bravo ragazzo». Lo dice con un filo di voce, Lorenzo Mazzega, il padre di Francesco, il 36enne  che ieri, martedì primo luglio, ha confessato di aver ucciso la sua fidanzata, Nadia Orlando, 21 anni di Dignano. «Abbiamo tante cose di cui occuparci, adesso, purtroppo. Posso ribadire soltanto che mio figlio era un bravo ragazzo».





A essere distrutti non sono solo il papà e la mamma della ragazza di Vidulis di Dignano, ma anche i genitori di Francesco. «Una famiglia di fede, brave persone, responsabili, serie, educate, che non hanno fatto mancare nulla a questo loro figlio - dice Vittorino Gallo l'ex sindaco di Muzzana del Turgnano, paesino della Bassa Friulana dove Francesco aveva vissuto con la famiglia prima di trasferirsi, diversi anni fa, a Spilimbergo -. Anche lui, del resto, li aveva ripagati con tanto affetto, laureandosi, cercando e trovando un buon lavoro, trovando una casa e rendendosi indipendente. Non ci sono parole».

Un amico di Francesco lo ricorda come molto attivo in paese: «Nessuno poteva pensare a una cosa del genere, conoscendolo - dice -; un ragazzo generoso, che aiutava gli altri. Tutta Muzzana è in lutto per quello che è successo e il pensiero va ai suoi genitori, persone meravigliose». Il papà Lorenzo, già dipendente dell'ufficio anagrafe di Palazzolo dello Stella, per anni ha accompagnato i malati in pellegrinaggio a Lourdes; la mamma Eda Pezzot, già contabile all'ospedale di Latisana, è sempre stata vicina alla parrocchia.

FRANCESCO MAZZEGA PORTATO IN PSICHIATRIA Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni, da ieri in stato di fermo per l'omicidio della fidanzata Nadia Orlando, è stato trasferito nel pomeriggio nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Udine. Lo si apprende dal suo difensore, l'avvocato Nicoletta Menosso, che ora sta andando a trovarlo in ospedale. «Penso - ha detto l'avv. Menosso - che questo dipinga il suo stato di salute. Il ragazzo è in stato di shock e ha bisogno di aiuto». Mazzega era già stato visitato questa mattina nell'infermeria del carcere e poi era tornato in cella. In mattinata aveva avuto anche un colloquio con uno psicologo della struttura penitenziaria.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Agosto 2017, 18:02
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