Mostro di Firenze, spunta un uomo misterioso: ecco l'identikit
di Emilio Orlando

Mostro di Firenze, spunta un uomo misterioso: ecco l'identikit

Nuovi particolari non considerati durante le indagini d'allora, potrebbero riscrivere un mistero che dura ormai da 45 anni su alcuni degli otto duplici omicidi attribuiti al mostro di Firenze ed in particolare quello del 29 luglio del 1984, dove vennero trucidati i fidanzatini Pia Rontini, 18 anni e Claudio Stefanacci di 21 anni. Le vittime più giovani del serial killer. La revisione di quest'omidicio rimetterebbe in discussione anche altri delitti attribuiti a Pacciani, Lotti e Vanni. Un identikit minuzioso, realizzato con  dovizia di particolari tanto da farlo sembrare una fotografia, venne disegnato qualche tempo dopo la barbara esecuzione dalla polizia scientifica dopo aver ascoltato con attenzione i racconti di alcuni testimoni, tra cui una collega di lavoro di Pia ed un ristoratore.



 
 


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Alcuni avventori del bar dove la vittima lavorava giurarono di aver notato in più di qualche occasione  qualcuno che pedinava la ragazza, corrispondente alla descrizione e che ne seguiva gli spostamenti. Questi particolari, già presenti nelle centinaia di migliaia di pagine dell'inchiesta sul mostro di Firenze, non vennero mai presi in considerazione. Lo sottolinea tra l'altro anche il libro " Mostro di Firenze - Al di là di ogni ragionevole dubbio", di Francesco Cappelletti e Paolo Cochi. Nell'opera vengono ripercorsi tutti gli atti processuali anche alla luce della nuova inchiesta che riguarda il cosidetto " ex legionario", che con la sua testimonianza, confuterebbe del tutto o in parte le precedenti ipotesi giudiziarie sui sedici omicidi, alcuni dei quali attribuiti ai "compagni di merende" ed inizialmente anche a Pietro Pacciani. Da questo ultimo, particolare inedito e sconcertante, potrebbe riaprirsi un' indagine parallela. Alto, ben vestito, stempiato con i capelli rossicci, aspetto distinto, sguardo sospettoso. Questo soggetto dopo lunghe attese davanti al bar dove Pia era impiegata, faceva perdere le sue tracce con abilità quasi mefistofelica. Secondo il racconto di Giampiero Vigilanti, conosciuto anche come il legionario, il movente dell' omicidio andrebbe ricercato nel "rifiuto" che Pia fece nei confronti di questo anonimo " pedinatore e corteggiatore" che pare fosse un medico. Costui, stando alle testimonianze raccolte nella nuova indagine, volle vendicarsi ferocemente del rifiuto di Pia.

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Sempre secondo l' ex combattente, il professionista notò la Rontini e se ne invaghi subito, durante un'esibizione della ragazza come majorette. Il delirio dell'amante respinto andò avanti fino al giorno in cui non li uccise entrambi mentre erano  eminudi sul sedile posteriore della Fiat Panda con cui si erano appartati a Vicchio , una località alle porte di Firenze. L' assassino sparò attraverso il vetro della portiera destra centrando Stefanacci quattro volte, un proiettile lo colpì alla testa. Pia venne  ferita gravemente al volto ed al braccio con cui si era riparata per difendersi. Stessa arma come negli altri delitti precedenti e successivi. Quasi come una firma. Una rivoltella Beretta calibro 22 long rifle con proiettili Winchester. L'omicida iniziò poi ad infierire a coltellate sui due corpi. Due coltellate alla gola per la ragazza  e una decina di stiltttate profonde al collo del ragazzo tanto da provocargli segni di sgozzamento. La 18 enne venne poi trascinata, ancora viva , fuori dalla macchina in un campo, dove le asportò in maniera quasi chirurgica il pube e il seno sinistro. Alcuni amici della coppia, che durante la notte fecero la macabra scoperta, dopo che la mamma di Pia aveva dato l'allarme della scomparsa intorno alle 23 della sera prima, la ritrovarno  con il  reggiseno stretto tra le dita della mano destra. La catenina era stata strappata e mancava  ed  il ciondolo a forma di croce. In questo caso la borsetta della vittima era intatta e non rovistata.
Il macabro rituale, del pubectomia messo in scena dal mostro in questo omicidio, anche questo come tutti gli altri commesso in una notte di novilunio, è assente nei precedenti delitti ma ritornerà nell' ultimo, ai danni di Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot la coppia francese che si trovava in vacanza in Italia.  

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 Ad avvalorare questa nuova  ipotesi investigativa ci sarebbe anche una testimonianza, presente negli atti dell' istruttoria della procura di Firenze, di un certo Bardazzi, titolare  di una tavola calda a San Piero a Sieve, che subito dopo il duplice delitto di Vicchio, dichiarò di aver riconosciuto dalle foto dei giornali  una coppia che, poche ore prima dell'omicidio, era stata nel  suo locale. Dietro di loro, secondo il Bardazzi,  c' era un signore distinto, alto, corpulento, sguardo intenso, in giacca e cravatta, dai capelli rossicci, che dopo aver ordinato una birra e si era seduto all'esterno del locale ed iniziò a fissare lungamente la Rontini. Anche all' uscita, continuò a seguirli. Giurò però che quell' uomo non era presente ai funerali delle vittime, dove non lo riconobbe tra i presenti. 

Mostro di Firenze, spunta una nuova pista sui "compagni di merende"

 
Domenica 21 Ottobre 2018, 08:53
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