Morto Gianni De Michelis, ministro con Craxi e Andreotti: aveva 78 anni

È morto Gianni de Michelis, ex esponente di spicco del Psi di Craxi e per molti anni ministro degli Esteri. Lo si è appreso in ambienti parlamentari. Aveva 78 anni.
 
 

De Michelis si è spento nella notte. Era malato da tempo. I funerali si terranno a Venezia in forma strettamente privata.

Era nato a Venezia il 26 novembre 1940. Nel 1963 si era laureato in chimica all'Università degli Studi di Padova. Iniziò subito l'attività accademica, prima come assistente e poi come professore incaricato, divenendo infine professore associato di Chimica nel 1980 all' Università Ca' Foscari di Venezia. Dopo un lungo periodo di aspettativa dovuto agli impegni politici ed istituzionali era tornato all'insegnamento universitario dal 1994 fino al 1999.


Già nel Partito Socialista Italiano dagli anni sessanta, poi segretario nazionale del Nuovo PSI dal 2001 al 2007, ha aderito successivamente alla Costituente del PSI, e al progetto di Stefania Craxi denominato Riformisti italiani. Componente della direzione socialista sin dal 1969, e poi responsabile dell'organizzazione, nella sua attività di partito è considerato uno dei discepoli di Riccardo Lombardi, e con lui nel 1976 appoggia l'elezione alla segreteria di Bettino Craxi, di cui rimane sostenitore anche dopo l'abbandono di Lombardi della sua stessa corrente, guidata da Claudio Signorile, e diviene membro della direzione nazionale del partito per tutta la durata della segreteria Craxi, nonché presidente del gruppo socialista alla Camera tra il 1987 e il 1988 e vicesegretario nazionale del partito tra il 1993 e il 1994. La sua esperienza nelle istituzioni inizia come consigliere e assessore all'urbanistica del Comune di Venezia nel 1964; in seguito è stato deputato alla Camera dal 1976 al 1994, Ministro delle partecipazioni statali dal 1980 al 1983, Ministro del lavoro e della previdenza sociale  dal 1983 al 1987, vicepresidente del Consiglio dei ministri tra il 1988 e il 1989 e infine Ministro degli affari esteri dal 1989 al 1992.

Da ministro del Lavoro e della previdenza sociale deve fronteggiare le critiche al taglio dei punti della scala mobile e il conseguente referendum abrogativo del 1985 promosso dal PCI.

Nella sua carriera da ministro degli Esteri, durante la quale hanno luogo gravi e storici avvenimenti a livello internazionale quali la caduta del muro di Berlino  nel 1989, la prima guerra del Golfo (1990-91) e la dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991), è impegnato assieme ai vari governi italiani nel processo di unificazione continentale - in particolare durante la presidenza italiana del Consiglio europeo nella seconda metà del 1990 - che porta nel 1992 al Trattato di Maastricht, di cui è uno dei firmatari.

De Michelis viene travolto, come tutto lo stato maggiore e la classe dirigente socialisti, dagli scandali di Tangentopoli. Per quel che lo riguarda, a seguito delle inchieste giudiziarie del pool di "Mani pulite", è stato sottoposto dal 1992 a 35 diversi procedimenti giudiziari; oltre alle moltissime assoluzioni, è stato condannato in via definitiva a 1 anno e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto e a 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont.
 
Sabato 11 Maggio 2019, 11:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA