Morto Aiuti, il ricordo di Rosaria Iardino: ​«Il bacio? Un gioco, fece il giro del mondo»
di Paola Pastorini

Morto Aiuti, il ricordo di Rosaria Iardino: «Il bacio? Un gioco, fece il giro del mondo»

«Quella foto ha fatto il giro del mondo e pensare che l'abbiamo scattata quasi per gioco, a un congresso medico per la giornata per la lotta all'Aids, a Cagliari». Rosaria Iardino, sieropositiva da oltre 30 anni, ex consigliera comunale Pd di Milano, oggi presidente della Fondazione The Bridge, associazione impegnata nella ricerca sociale e clinica, ricorda bene come nacque quello scatto, nel 1991. «Abbiamo pensato che ci volesse un gesto eclatante. Così, ci dicemmo ci vorrebbe un bacio: e ci baciammo. Non avremmo mai immaginato tanto clamore, arrivò fino al Giappone, agli Usa, alla Cina».

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Quel gesto dimostrava che il bacio sulla bocca non trasmette l'Aids in anni in cui i malati erano trattati come appestati. Rosaria Iardino non era paziente di Aiuti, era in cura tra lo Spallanzani di Roma e Milano. «Ci siamo incontrati a Roma e lui mi chiese di entrare in Anlaids nel 1988». Il suo ricordo di Fernando Aiuti? «Un grande scienziato e un uomo di immenso coraggio. Fu il primo a chiedere al ministero l'uso di profilattici e a schierarsi a difesa dei malati di Aids perché non subissero discriminazioni. In anni in cui per un malato era difficile persino trovare un dentista, un ortopedico. Anche da morti si veniva discriminati, non si trovavano onoranze funebri disposte a fare il funerale. Racconti che oggi sembrano incredibili. Piango quell'uomo così importante che ha aiutato migliaia di persone. Ma oggi c'è ancora tanto da fare. Di Aids non si parla più e i ragazzini si infettano a 16 anni».
 
Giovedì 10 Gennaio 2019, 05:01
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