Bergamo, mille morti in un mese: «Ma quelli in casa non vengono calcolati»

Bergamo e la provincia stanno pagando un tributo spaventoso in termini di vittime del coronavirus. I dati ufficiali parlano chiaro e le immagini dei camion dell'esercito pieni di bare che lasciano la città hanno fatto il giro del mondo. Ma i dati reali sul numero di morti, sono molto più elevati di quelli diffusi ufficialmente, pari a quasi 1000 deceduti. Lo sostengono in coro i sindaci della Bergamasca.

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Ad Alzano, come rivela l'Eco di Bergamo, sono 62 i defunti dal 23 febbraio scorso. Un anno fa erano stati 9. A Nembro il sindaco Claudio Cancelli osserva con cauto ottimismo una flessione dopo giorni drammatici: «Il calo dei decessi è significativo, soprattutto rispetto al periodo dal 10 al 13 marzo. Dall’inizio del mese a Nembro abbiamo avuto tra i 110 e i 120 morti. Nello stesso periodo dello scorso anno 14. Basta questo per capire». Ogni giorno il report inviato da Ats e dalla prefettura si scontra con la percezione diretta dei primi cittadini. «Certo, nel nostro caso i documenti ufficiali dicono che il coronavirus ha causato 9 morti - spiega il sindaco di Seriate Cristian Vezzoli - ma dall’inizio del mese il nostro ufficio anagrafe ne ha registrate circa 60. In assenza di tampone i medici scrivono “polmonite interstiziale” però i sintomi sono chiari e quindi i dati non sono realistici». Un bilancio tristemente simile a quello di altri grandi Comuni. A Treviglio dall’inizio del mese sono mancati 36 residenti e 68 malati in ospedale. Nella vicina Caravaggio 50 contro una media di 6 negli anni precedenti. Solo 2 «ufficiali» per Covid-19.
Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Marzo 2020, 20:10
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