Il mistero della morte di Maria Sestina Arcuri. A pochi giorni dal processo è guerra di perizie e testimoni tra difesa e accusa
di Emilio Orlando

Il mistero della morte di Maria Sestina Arcuri. A pochi giorni dal processo è guerra di perizie e testimoni tra difesa e accusa

«Sono caduti dalle scale mentre stavano giocando abbracciati, hanno fatto tutto così». Sono le dichiarazioni del figlio di 5 anni di Andrea Landolfi, il presunto assassino accusato di omicidio volontario nei confronti della parrucchiera ventiseienne originaria di un piccolo comune in provincia di Cosenza. L'audizione protetta davanti ad un'assistente sociale e alla madre a cui è stato sopposto il minore, ha aperto altri interrogativi che contraddirebbero l'impianto accusatorio.

Ne sono convinti l'avvocato Giacono Marini, legale di fiducia dell'imputato, e la psicologa Anna Maria Casale, che chiederanno altre verifiche sulla dinamica e la non ammissibilità del minore come testimone perchè ritenuto inattendibile. La pubblica accusa produrrà decine di testimoni a supporto delle ipotesi che vedono imputato l'ex pugile dilettante. La tragedia, che riapproderà al tribunale di Viterbo il prossimo 20 gennaio, avvenne la notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019 a Ronciglione in provincia di Viterbo sul lago di Vico, dove la coppia stava trascorrendo il week end con il figlio piccolo di Landolfi. Mentre i due rientravano a casa, secondo il racconto di Landolfi ai carabinieri, la ragazza  precipitò dalle scale di casa della nonna di Landolfi.

Maria Sestina Arcuri, giallo sulla morte: contradditorie le dichiarazioni del fidanzato

Dopo una notte di atroci sofferenze e dolori, venne ricoverata all'ospedale Belcolle di Viterbo solo la mattina successiva. Maria Sestina, riportò gravi ferite alla testa e arrivò in ospedale in stato comatoso per morire il successivo 6 febbraio dopo un delicato intervento chirurgico. Secondo la procura di Viterbo, il presunto assassino, in carcere dal 25 settembre scorso, a causa di problemi legati all' alcolismo era violento con i familiari ed in particolare con la nonna e Maria Sestina. La sera della tragedia entrambi i fidanzati avevano bevuto alcolici in un pub della zona. L'autopsia disposta dopo la morte della ventiseienne stabilì che le ferite letali erano compatibili con una caduta dall'alto della scala ad L interna all' appartamento a due piani in via Papirio Serangeli di proprietà dì Mirella Iezzi.

Un giallo destinato ad infittirsi con il passare del tempo. Le condraddizioni e le incongruenze tecniche che stanno emergendo profilano una “battaglia” di perizie e nuovi esami forensi. Tra i documenti prodotti dall' avvocato Giacomo Marini, anche una serie di 4 morti “sospette” avvenute negli anni nella stessa zona, archiviate  come incidenti domestici che si sono verificate, a Vetralla a novembre del 2012 e ad Aprile 2019, a Tarquinia del 2012 ed a Vasanello nel 2019. 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Gennaio 2020, 17:27
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