Salvini a Modena, contestazione dei centri sociali: lancio di sassi e uova

Giornata 'caldà, su più fronti, per il ministro dell'Interno, Matteo Salvini protagonista di diversi comizi elettorali in giro per Emilia-Romagna. Una giornata che inizia con la polemica aperta con la magistratura dopo la decisione del Tribunale di Bologna di imporre al Comune di iscrivere nella propria anagrafe due richiedenti asilo protagonisti di un ricorso contro il diniego stabilito sulla base del 'decreto Salvinì e proseguita con gli scontri, a Modena, tra forze dell'ordine e i manifestanti che protestavano contro la visita del segretario del Carroccio in città. 
 


Una contestazione annunciata iniziata prima ancora dell'arrivo di Salvini con un centinaio di manifestanti presenti al presidio del centro sociale Spazio Guernica all'ingresso del parco Novi Sad lanciare sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto con una carica e il fermo di una persona. Poi ancora cariche su un gruppo di manifestanti deciso a sfondare il cordone di sicurezza e durante le quali sono volate manganellate con un ragazzo ferito al capo. Una contestazione sui cui è scesa l'ironia del responsabile del Viminale.

«Non ci sono più i compagni di una volta - ha detto dal palco - hanno perso la voce, hanno fatto tardi ieri sera al centro sociale. Meno canne e più uovo sbattuto della nonna che state meglio». Dagli scontri di piazza a quello istituzionale con la magistratura che ha visto il vicepresidente del Consiglio attaccare la pronuncia del Tribunale di Bologna in tema di richiedenti asilo e iscrizione all'anagrafe comunale per ottenere la residenza. Una sentenza su cui è abbattuta l'ira di Salvini che, nel definirla «vergognosa», ha invitato i magistrati con velleità politiche a lasciare la toga e a «candidarsi per la sinistra». Scatenando la polemica. E la reazione dell'Anm secondo cui simili parole« delegittimano la magistratura».

Quella bolognese, originata da due ricorsi presentati lo scorso marzo, uno da Avvocati di Strada e uno dall'Asgi-Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, è una «sentenza vergognosa - attacca Salvini - se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra». Contro la pronuncia, scandisce il vicepremier, «ovviamente faremo ricorso. Intanto invito tutti i Sindaci a rispettare (come ovvio) la Legge. Faremo ricorso perché io i documenti li do a chi merita gli altri tornino a casa dal primo all'ultimo». Quanto basta per aprire lo scontro con le toghe.

«I magistrati - sottolinea una nota dell'Anm - assumono le loro decisioni applicando le leggi dello Stato, motivando i loro provvedimenti, che sono sempre impugnabili attraverso i rimedi previsti dall'ordinamento». Poi, viene aggiunto, se «è legittimo commentare e anche criticare le decisioni giudiziarie», le dichiarazioni del ministro Salvini, «delegittimano la magistratura in quanto, in maniera del tutto infondata, alludono al fatto che le sentenze possano essere influenzate da valutazioni politiche».

Esplode anche la polemica politica. Il Pd, con in testa Walter Verini, stigmatizza le parole di Salvini che «manganella la magistratura e vuole intimidirla». Lo ha dichiarato il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio sottolinea «l'inspiegabile silenzio di Bonafede». Il senatore Vasco Errani trova «inaccettabile che da un ministro dell'intero arrivi un attacco frontale alla così grave ai magistrati».

Venerdì 3 Maggio 2019, 15:02
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