Maurizio, il romano che ha salvato un uomo che stava soffocando al ristorante: «Tutti dovrebbero imparare il primo soccorso» INTERVISTA ESCLUSIVA
di Enrico Chillè

Maurizio, il romano che ha salvato un uomo che stava soffocando al ristorante: «Tutti dovrebbero imparare il primo soccorso» INTERVISTA ESCLUSIVA

«Non mi sento un eroe, ho solo fatto ciò che andava fatto per aiutare qualcuno. Questa vicenda però dimostra che tutti dovrebbero imparare il primo soccorso». Maurizio Pinciaroli è un personal trainer e istruttore romano di judo e difesa personale ed è stato protagonista, nel suo primo giorno di vacanza, di un eccezionale atto di altruismo e sangue freddo, salvando la vita ad un uomo con la manovra di Heimlich. Il volto di Maurizio potrebbe risultare molto familiare al pubblico televisivo: come istruttore di difesa personale, infatti, è stato spesso ospite come opinionista a Forum, quando la trasmissione ha affrontato il delicato argomento della violenza sulle donne. A Leggo, Maurizio e la sua compagna, Veronica Caputo, raccontano l'enfasi di quegli istanti drammatici.

Peschici, rischia di morire soffocato al ristorante: lo salva un cliente romano​
 
 


Che cosa è successo domenica scorsa a Peschici?
Veronica: «Eravamo a tavola ed eravamo molto stanchi dopo essere partiti alle 3 di notte e aver passato una giornata intera in giro. Oltretutto, eravamo decisamente sazi e questo aveva aumentato la nostra sonnolenza, quando all'improvviso abbiamo sentito delle urla disperate di questa signora che chiedeva aiuto per il marito. Un cameriere ha cercato di soccorrere quell'uomo, ma non era riuscito a praticargli la manovra di Heimlich. I presenti chiedevano l'intervento di un medico o di un'ambulanza, mentre la moglie di quell'uomo è svenuta. Alla fine Maurizio si è fatto prepontemente strada tra le tante persone che si trovavano intorno all'uomo ed è riuscito, dopo alcuni tentativi, a salvarlo. La scena è stata da film: all'ultimo tentativo, ho visto quell'uomo sputare di colpo un boccone di carne e riprendersi».
Maurizio: «Non ricordo molto bene quegli attimi, ero concentrato sulla manovra e l'adrenalina era a mille. Ho pensato solo una cosa: "Se devo essere io l'ultima spiaggia, lo sarò". Inutile dire, però, che dopo essere riuscito a salvare quell'uomo sono tornato al mio tavolo, stremato e pallido in volto. Eravamo già stanchi per il viaggio, dopo quella serata lo eravamo ancora di più». 

Quanto è durato il soccorso all'uomo?
Veronica: «Per circa un minuto e mezzo i camerieri e altri clienti hanno cercato di soccorrere quel signore, poi è intervenuto Maurizio. Non ho idea di quanto sia durato il tutto, sono stati momenti molto concitati. Per salvare la vita a quell'uomo è stata decisiva la forza fisica di Maurizio, abbinata ovviamente alla tecnica della manovra di Heimlich».

La manovra è riuscita senza intoppi?
Maurizio: «Non proprio. Io so eseguirla bene, ma i primi colpi sono andati a vuoto. La tecnica è fondamentale: lavora una sola mano, perché una resta ferma e l'altra ha funzione di spinta. Ho fatto tre tentativi, ma sono andati a vuoto perché l'uomo, ovviamente spaventato e nel panico, continuava a contrarre l'addome e io non riuscivo a entrare all'interno dello sterno. Lì ho capito che dovevo aspettare che l'uomo svenisse e qualche secondo dopo, appena ho sentito le sue gambe cedere, ho avuto la forza di tenerlo; ho sentito ammorbidirsi il retto addominale e in quel momento la compressione è andata finalmente a buon fine. Alla fine, quel signore si è ripreso immediatamente, come se non fosse successo nulla».

Cos'è accaduto subito dopo?
Maurizio: «Non ho avuto modo di parlare con quel signore, era ancora sotto choc anche se stava bene. Sua moglie, che era svenuta, una volta che si è ripresa è stata informata dell'accaduto dai camerieri ed è venuta al nostro tavolo per ringraziarmi. Ha detto che sono un eroe per aver salvato la vita al marito, voleva anche offrirmi la cena, ma il mio è stato un atto dovuto, si tratta semplicemente di aiutare gli altri ed è quello che mi aspetterei da chiunque se dovesse capitare a me».

In molti vi hanno ringraziato, anche pubblicamente. Avete incontrato anche il sindaco?
Veronica: «Il sindaco di Peschici mi ha contattato due giorni dopo, ci siamo visti e ci ha annunciato che farà un pubblico elogio per Maurizio. Questo ci fa molto piacere e mi rende ancora più orgogliosa di Maurizio. Sentiamo sempre e solo notizie tragiche, è bello invece sapere che molte volte ci sono le persone giuste al momento giusto, che riescono a salvare delle vite».
Maurizio: «Accetto volentieri l'elogio, sono convinto che le mie azioni abbiano in qualche modo salvaguardato sia il buon nome del ristorante che quello del paese. Sono felice, ma quello che mi rende veramente orgoglioso è che quel signore ricorderà per sempre il momento in cui gli ho salvato la vita. Quello è assolutamente il migliore degli elogi».

Si parla molto della manovra di Heimlich, ma pochi in realtà la sanno eseguire. Qual è il consiglio che vi sentite di dare?
Maurizio: «Il primo soccorso non è importante, è fondamentale, specialmente per chi ha dei bambini. La manovra di Heimlich, nei bambini, va fatta in senso contrario (con la spinta sulle scapole e non sullo sterno), perché la parte del diaframma è troppo piccola per la compressione. Penso sempre a Giulio Maria Rossi, il bambino morto soffocato a Bari nel 2013: se qualcuno fosse intervenuto in tempo sapendo cosa fare, oggi lui avrebbe nove anni e ora starebbe passando delle vacanze spensierate insieme ai genitori».

Perché non si è ancora consapevoli della necessità di conoscere le principali tecniche di primo soccorso?
Maurizio: «Io ho fatto diversi corsi, anche perché sono un istruttore e sono consapevole dei rischi legati all'attività sportiva. Io consiglio quelli della Croce Rossa: è vero, sono a pagamento e forse per questo molta gente preferisce non farli, ma è assolutamente indispensabile per tutti, con o senza dei bambini».

Rivedremo Maurizio a Forum anche il prossimo anno?
Maurizio: «Collaboro da tempo con Barbara Palombelli e con Forum perché ho molti contatti col gruppo sportivo dei carabinieri. Sono stato nell'Arma anni fa, poi ho lasciato la mia mansione. Ora sono un semplice simpatizzante ed è sempre un piacere allenarmi con loro. A Forum ho l'opportunità di fornire consigli alle donne per la difesa personale, specialmente nei casi di violenza consumata in casa».

Quanto ti senti soddisfatto per aver salvato una vita?
Maurizio: «Moltissimo, davvero. Però non penso tanto agli auto-elogi, anzi: vorrei che questa vicenda possa sensibilizzare tutti sul primo soccorso e sull'aiuto al prossimo. In un certo senso, ho un altruismo innato, mi sono occupato per cinque anni di una casa-famiglia al Divino Amore in cui c'erano bambini con gravissimi problemi. Non sono certo Padre Pio, ma se ognuno di noi aiutasse il prossimo, sarebbe vantaggioso a 360°, per tutti».
Venerdì 16 Agosto 2019, 20:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA