Matteo Bassetti: «I sanitari no vax tradiscono il camice, vanno cacciati» Poi aggiunge: «Ricevo minacce ogni giorno»
di Simone Pierini

Matteo Bassetti: «I sanitari no vax tradiscono il camice, vanno cacciati» Poi aggiunge: «Ricevo minacce ogni giorno»

È una furia contro i no vax Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova. Parla a ruota libera, dalle minacce di morte che riceve ogni giorno al rapporto con la Digos per rintracciarli. Cita Benjamin Franklin, uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti, che nella sua autobiografia ricorda il figlio ucciso dal vaiolo: “Rimpiango di non avergli dato il vaccino”. Bassetti è lapidario: i medici no vax «violano il giuramento di Ippocrate». E in merito alla decisione del giudice di Belluno dice: «Bene, è un primo passo. Ma non basta, è una iniziativa locale ma serve una legge nazionale, deve essere così a Napoli, Genova, Milano, ovunque».

 

Lei è per licenziarli?

«Per me non devono lavorare, viene meno il loro giuramento da medici. La storia di Franklin, di un padre pentito che non ha protetto il suo bambino, vale anche per un sanitario a cui viene affidato un paziente: gli mette in mano la sua vita e lui lo infetta, va contro la sua missione».

 

Lei ha visto da vicino il focolaio al San Martino di Genova.

«E so cosa significa dover dare spiegazione alle famiglie di pazienti contagiati da un infermiere quando ti chiedono “Perché mio padre si è infettato?”».

 

Ha ricevuto anche una lettera.

«Sì, dalla figlia di un paziente che si è infettato. Una lettera bellissima, con rimostranze che condivido al cento per cento».

 

Li ha conosciuti questi medici no vax? Ci ha parlato?

«Non direttamente, mi vedono come il diavolo. Il loro problema è tutto ideologico: sono contro tutto ciò che è Big Pharma e globalizzazione, eppure basterebbe guardare i dati per convincersi, ma non ascoltano la scienza».

 

Il mondo no vax l’ha presa di mira.

«Ricevo minacce tutti i giorni, ho la Digos che tiene sotto osservazioni i miei profili, mi sorvegliano la casa. Sono una minoranza molto rumorosa, al contrario dei pro vax che ormai hanno paura ad esporsi».

 

Come si affrontano?

«Sul New York Times c’è una sorta di manuale, bisogna essere preparati a smontare tutte le loro tesi che sono antiscientifiche, dicono sempre le stesse cose ma fargli cambiare idea è difficilissimo».

 

I social hanno un ruolo?

«La rete è un disastro. A volte pubblico un testo o un video e vengo bloccato, loro sembrano aver più libertà. Ormai sono diventato antidemocratico: blocco tutti».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Marzo 2021, 08:29
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