Massimo, ucciso a Torino: interrogato un uomo. «Conosceva la sua amica, lei lo aveva respinto»

Il sospetto interrogato a lungo. Oggi i funerali, la famiglia: "Dolore senza rancore"

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Possibile svolta nelle indagini per l'omicidio di Massimo Melis, l'operatore della Croce Verde ucciso con un colpo di pistola alla tempia nella sua auto parcheggiata in via Gottardo, alla periferia di Torino, la scorsa notte di Halloween (il 31 ottobre). Una persona è stata fermata dalla polizia nel corso delle indagini: il sospetto è stato interrogato a lungo.

 

La notizia è stata anticipata dal quotidiano «La Stampa». Melis era stato ucciso nella propria auto parcheggiata in via Gottardo, in zona Barriera di Milano, subito dopo avere accompagnato a casa un'amica. In un primo momento le indagini non avevano escluso l'ipotesi che l'aggressore fosse un conoscente della donna. Non sono però mai state trascurate ipotesi alternative: dalle testimonianze raccolte dagli investigatori risulta che avesse avuto dei problemi con gli inquilini di un appartamento di sua proprietà.

 

Chi è l'uomo interrogato dai magistrati

 

È Luigi Oste, 62 anni, pregiudicato, originario di Piazza Armerina (Enna), l'uomo fermato la scorsa sera dagli investigatori della Squadra mobile per l'omicidio di Massimo Melis, si apprende da fonti investigative. Il presunto assassino conosceva Patrizia, l'ex fidanzata e amica di Melis, e dalla donna sarebbe stato respinto. Gli investigatori stanno lavorando per far luce su molti aspetti ancora da chiarire della vicenda. Oste, il cui arresto dev'essere ancora convalidato dal gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

 

 

I funerali: "Dolore senza rancore"

 

I gonfaloni della Croce Verde e della Croce Rossa, insieme ad una folla commossa ha accolto il feretro di Massimo Melis nella chiesa di Sant'Antonio da Padova, in centro. Sul sagrato ad accogliere mamma Rosaria e la sorella di Massimo c'è anche don Nicholas insieme ai frati del convento dove da bambino Melis faceva il chierichetto. «Dolore senza rabbia e senza rancore, con sentimenti di amore e misericordia ora chiediamo al Signore di dare la forza alla famiglia di Massimo», ha detto padre Nicholas, che conosce bene la famiglia. «Questa settimana è stata una settimana di lacrime, come fai a non piangere per Massimo», ha detto dall'altare il parroco all'inizio della funzione.


Ultimo aggiornamento: Sabato 6 Novembre 2021, 14:11
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