Marina, morta a Napoli precipitando dal terzo piano: solo scatti e video. Ma nessuno l'ha aiutata
di Mariagiovanna Capone

Marina, morta a Napoli precipitando dal terzo piano: solo scatti e video. Ma nessuno l'ha aiutata

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Oggi è il giorno del silenzio e della rabbia. Sui basoli di basalto il nero della fuliggine quasi non si nota. Si prova a spazzarla via, a gettare secchi d'acqua lì dove si è andata ad accumulare, ma resta appiccicata al suolo e alle pareti di vicolo Giustiniani. La puzza acida che c'è nell'aria offusca i pensieri e i ricordi, ma non quelli su Marina Zalenska, 57 anni gran parte dedicati all'esercito. Le sue amiche ucraine ogni tanto fanno capolino nel vicolo. A turno fin da domenica pomeriggio hanno cercato di recuperare con l'aiuto dei vigili qualcosa che potrebbe essere sopravvissuto alla furia del fuoco. «Siamo senza documenti, in casa c'erano permesso di soggiorno, passaporto, ma anche i nostri risparmi» ammette Natalia. «Non ci è rimasto più niente, neanche uno straccio, i ricordi di famiglia, i nostri pochi averi. Si è tutto sciolto con il calore oppure è coperto dal soffitto crollato».

Secondo e terzo piano sono un unico ambiente. Per terra montagne di detriti e fossili plastificati di elettrodomestici e mobili che hanno inglobato quanto custodivano. «La borsa con tutti i documenti e il passaporto è diventata una palla, non c'è nulla che si possa recuperare. Anche gli pochi oggetti d'oro non esistono più». La stessa sorte anche per Pasquale e la sua famiglia, che sono riusciti a trovare ospitalità da vari parenti ma che si sentono abbandonati. Gli occhi puntati a quella che fino a sabato sera era la propria casa e che ora è solo un cumulo di cenere annerita e fetida. «Mia nuora che vive con noi si è accorta del fumo e ha dato l'allarme. Se non si fosse svegliata saremmo morti asfissiati. La via di fuga è stata il balcone, proprio come quella poverina, solo che noi quattro abbiamo scavalcato la ringhiera e ci siamo arrampicati sulla tettoia, e lì circondati da fumo e fiamme, ci siamo stretti e piangevamo convinti che era la fine. Ci hanno salvato i vigili del fuoco».

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Martedì 17 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:50
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