Maria Giovanna Maglie su Leggo: «Catcalling? Punire, non c'è dubbio, ma è la testa che va cambiata»
di Maria Giovanna Maglie

Maria Giovanna Maglie su Leggo: «Catcalling? Punire, non c'è dubbio, ma è la testa che va cambiata»

Educare sì, stigmatizzare duramente pure, ricorrere agli articoli già esistenti di codice penale quando il fenomeno degenera, certamente; ricorrere fanaticamente ogni volta alla legge e trasformare sempre in reato anche ciò che attiene alla morale e perfino alla buona educazione, grazie, no.

 

Che quell’insieme di fischi, apprezzamenti più o meno pesanti, palpeggiamenti, inseguimenti, rivolti prevalentemente a donne giovani e piacenti, ora diventato noto col nome modaiolo di catcalling, sia un retaggio di cultura arcaica e sessista, nessuno può metterlo in dubbio. Che continui sia pur in modo molto meno diffuso che negli anni 50-60, ma che ora risulti particolarmente odioso alla nuova sensibilità femminile e nazionale, pure è certo.

Tuttavia mi sembra insensata la richiesta di ricorrere a nuove definizioni di reato, intanto perché ci sono molti gradi di gravità, e poi perché la norma di legge già esiste, l’articolo 660 del Codice penale, ovvero il reato di molestia e disturbo alle persone, punito con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. Infine, mi piacerebbe sapere come vanno le cose in nazioni come la Francia dove esiste quel reato specifico. Scommettiamo che i molestatori continuano esattamente come prima? È la testa che va cambiata.

 

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile 2021, 09:12
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