Marco Vannini, la mamma a Chi l'ha Visto: «Ai Ciontoli hanno regalato troppe cose»

Marco Vannini, la mamma a Chi l'ha Visto: «Ai Ciontoli hanno regalato troppe cose»

È in corso il processo d'appello per l'omicidio di Marco Vannini, morto tre anni e mezzo fa. La madre, Marina Conte, è ospite in diretta a Chi l'ha Visto? e ribadisce la colpevolezza di tutti i Ciontoli, che il procuratore generale ha definito "senza il lume della ragione". Dopo che il proiettile è partito dalla pistola del capofamiglia tutti, compresa la fidanzata Martina, avrebbero potuto soccorrerlo e salvargli la vita.

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«A questa famiglia sono state regalate troppe cose, ma sono tutti colpevoli», dice la mamma del giovane morto assassinato. «Hanno accettato il rischio per non fare emergere un fatto che al capofamiglia avrebbe potuto creare dei problemi. Si è trattato di una condotta illecita lontana da una condotta standard», le parole dell'accusa. 
Anche il figlio di Ciontoli, Federico, ha deciso di parlare in tribunale: «Non voglio credere di essere condannato perché nelle condizioni reali ho fatto tutto quello che ero nelle condizioni di fare. Spesso il silenzio è stato più doloroso di qualsiasi parola. Non c'era nessun mistero, ma solo fragilità...»«Una sceneggiata e un pianto finto. L'unica preoccupazione per loro era che il padre avrebbe perso il posto di lavoro a Palazzo Chigi», il commento di Marina. 

Secondo la ricostruzione dell'epoca, Marco Vannini si trovava in casa della fidanzata intento a farsi un bagno nella vasca, quando entrò Ciontoli per prendere da una scarpiera un'arma. Dalla pistola è partito un colpo che ha ferito gravemente il ragazzo. Di lì, secondo l'accusa, sarebbe partito un ritardo 'consapevole' nei soccorsi; le condizioni di Vannini si sarebbero aggravate, fino a provocarne la morte. «Questa vicenda - ha detto il Pg Saveriano - rappresenta un unicum nel panorama giurisprudenziale in tema di qualificazione giuridica del fatto. Quanto accaduto in quella casa non poteva non allarmare quei familiari. Marco chiedeva aiuto e veniva spostato per essere lavato e rivestito? Pensate un po' la sofferenza. Eppure Ciontoli dichiara prima che la vittima era scivolato, poi che si era ferito con un pettine; invece era stato sparato un colpo».



 
Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA