Le marche da bollo? Solo in contanti. La rivoluzione si ferma in tabaccheria
di Simone Pierini

Le marche da bollo? Solo in contanti. La rivoluzione si ferma in tabaccheria

C’è un paradosso che vive dentro le migliaia di tabaccherie sparse per l’Italia. L’obbligo di accettare il pagamento con il bancomat anche per i valori bollati (in vigore dal 30 giugno scorso) in contrasto con i costi a carico di chi i soldi li riceve.

 

 

 

E qualcuno, visto che non è stata inserita ancora alcuna sanzione, continua a rifiutarsi di accettare la carta perché il margine è quasi nullo. «Siamo obbligati ad accettare la moneta elettronica ma su alcuni prodotti questo va a discapito nostro», spiega Murizio Pontillo, titolare di un bar-tabaccheria a Casal Palocco, a Roma, che invece si attiene all’obbligo ma non nasconde il suo malessere. «Fino a quando non toglieranno le commissioni dai bancomat - aggiunge - non ce lo possiamo permettere, ma allo stesso tempo dobbiamo farlo anche per non perdere i clienti. Ma non è stato fatto mezzo passo per abbassare queste commissioni». Veniamo ai numeri: l’aggio a favore delle ricevitorie derivanti dalla vendita dei valori bollati è fissato al 5% lordo.

 

Dietro a quel servizio ci sono dei costi fissi come le commissioni sulle operazioni tramite pos che - nelle migliori delle ipotesi - oscillano tra lo 0,25% e lo 0,35% con il bancomat e tra 0.75% e 1,25% con la carta di credito su transazioni superiori ai 15 euro (al di sotto di questa soglia le commissioni si azzerano). A questi vanno aggiunti i costi di rete, la carta, la manutenzione dello strumento e le tasse stimate attorno al 50%. In Parlamento è stato approvato un ordine del giorno del deputato di Italia Viva Catello Vitiello per rendere facoltativa l’accettazione della moneta elettronica sui prodotti ad aggio o a margine fisso con una norma apposita. L’emendamento tuttavia non è rientrato nell’ultima legge di bilancio e al momento è slittato. Per Giovanni Risso - presidente della Federazione italiana tabaccai - si tratterebbe però solo di «un piccolo passo avanti, un palliativo che non risolve il problema. La soluzione è una norma che azzeri le commissioni bancarie sulle transazioni legate ai valori bollati».

 

IL COMMENTO: "LA DURA VITA DEL CITTADINO"

L’incapacità della nostra classe politica e il lassismo dei burocrati sono il cancro dell’Italia. E a farne le spese ogni giorno sono i cittadini. Anche nelle cose più semplici. Come le marche da bollo. 
Così, per delle banali pratiche, può capitare che devi comprare tre marche da bollo da 16 euro (totale 48 euro). Allo sportello comunale ti dicono che loro non le vendono e devi andare in tabaccheria. In tabaccheria ti dicono che le marche si pagano solo in contante. E quando tu dici che hai solo 40 euro, ti fanno pagare gli 8 euro con il pos. E allora scopri come non funziona l’Italia.
Dunque, il governo ci spinge (vedi cash back) a utilizzare i pagamenti elettronici anche per contrastare il “nero”. I tabaccai che offrono il servizio allo Stato rifiutano bancomat e carte di credito perché la commissione che pagano (per importi sopra 15 euro) annulla il loro guadagno. La legge dice che sono obbligati ad accettarli. Ma incredibilmente non prevede alcuna sanzione per chi si rifiuta e quindi nessuno la rispetta. Così sui cittadini si scaricano le conseguenze di tutte le inefficienze. Eppure, basterebbe così poco: eliminare le commissioni bancarie sui valori bollati. Sarebbero contenti i tabaccai e si renderebbe la vita ai cittadini più semplice.
Ma servirebbe un politico di media intelligenza che mettesse il naso fuori dal Parlamento e si confrontasse con il Paese reale. (Davide Desario)


Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Gennaio 2021, 11:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA