Malick, annegato a Jesolo: fuochi d'artificio rinviati, sui social razzismo e insulti choc
di Domenico Zurlo

Malick, annegato a Jesolo: fuochi d'artificio rinviati, sui social razzismo e insulti choc

Com’è morto il 23enne Malick Diagne Elhadji, il giovane che è annegato a Jesolo qualche giorno fa? Sarà l’autopsia a stabilire le origini del dramma, se si è trattato di un malore o di un violento colpo nella caduta in acqua a causare la morte del ragazzo.

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Malick infatti sapeva nuotare e in quel momento il mare era calmo: i due bagnini in servizio alla torretta 17 sono stati iscritti nel registro degli indagati, un atto dovuto per indagare meglio su tempi e modalità dei soccorsi. Secondo i due amici della vittima infatti i soccorritori sarebbero arrivati in ritardo: ipotesi però smentita da Jesolo Turismo, l’ente che si occupa delle attività turistiche nella zona, secondo cui è stato fatto tutto il possibile per salvare Malick intervenendo nei tempi previsti.



GLI INSULTI CHOC SUI SOCIAL Intanto gli amministrazioni della pagina Facebook Occhio Jesolano, sotto i cui post erano comparse decine di commenti razzisti, hanno annunciato la presentazione di un esposto: gli insulti e i commenti offensivi erano apparsi sotto un post in cui si annunciava il rinvio dello spettacolo di fuochi d’artificio da parte del sindaco, rinvio dovuto proprio alla morte del giovane senegalese.

 
 

La pagina Facebook, dopo i tanti commenti choc, li aveva rimossi e aveva pubblicato un post al riguardo: «Informiamo i nostri lettori che Occhio Jesolano ha rimosso tutti i commenti intrisi di odio, razzismo, ignoranza, dettati dai sentimenti più meschini nei confronti di uno sfortunato ragazzo di colore annegato il giorno di ferragosto nel nostro mare, colpevole solo di voler trascorrere qualche ora spensierata - si leggeva nel post - Ci chiediamo come sia possibile, nel 2019, tanta ferocia e crudeltà verbale, ci dissociamo fermamente e esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia. Saranno altresí cancellati e segnalati a chi di competenza ulteriori esternazioni che non rispettano i diritti inalienabili di ogni essere umano».
 

Gli screen dei commenti, pur rimossi, girano ancora sui social e sono agghiaccianti: “Dispiace per il pedalò, per il resto no, non ho pietà per gente che stupra ogni tipo di donna e che si fa rispettare a colpi di machete”, scrive uno. “Peccato uno solo”, scriveva un altro. Quanto allo spettacolo pirotecnico: “Per una bravata di un pagliaccio viene rovinata una festa unica”. E ancora: “Sta tornando a nuoto in Africa, a quest’ora dovrebbe essere ad Ancona”. Frasi inaccettabili, commenti privi di ogni briciolo di empatia e di umanità.

Ma non è finita qui. Su Twitter infatti alcuni utenti hanno raccontato di essere stati presenti su quella spiaggia in quei momenti, e tra gli ombrelloni alcuni bagnanti si sarebbero lasciati andare a lamentele più o meno sulla stessa falsa riga dei commenti di cui sopra: frasi raccapriccianti, dopo che i bagnini, per salvare il giovane annegato, avevano chiesto ai bagnanti di uscire dall'acqua per agevolare le ricerche di Malick. Storie e racconti preoccupanti, ma la speranza è che si tratti di poche mosche bianche, in un Paese come l'Italia da sempre patria di accoglienza e solidarietà.
Domenica 18 Agosto 2019, 17:49
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