Malato di Sla blocca le cure: "Meglio morire, questa non è vita"

Malato di Sla blocca le cure: "Meglio morire, questa non è vita"

PADOVA - L'associazione Luca Coscioni denuncia: «Non si ha ancora traccia delle informazioni per il biotestamento (scadenza 1. aprile) mentre in Veneto si registra un nuovo di caso di rifiuto delle cure da parte di una malato di Sla che si è così lasciato morire».

È infatti deceduto nel sonno, dopo aver smesso di respirare, l'imprenditore Lodino Marton, 65 anni, di Campodarsego ( Padova), dal 2013 malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e che aveva presentato il biotestamento. Da febbraio l'uomo era ricoverato all'hospice Melograno del centro Bonora a Camposampiero (Padova), ma  mesi prima aveva redatto tramite Dignitas il proprio testamento biologico. Una volta «passata la legge contro l'accanimento terapeutico - spiega la figlia Marianna   - mio padre ha subito pensato di chiedere la sedazione palliativa».

Non si tratta del primo caso dall'entrata in vigore della norma: la prima a fare questa scelta, appellandosi proprio alla nuova legge, è stata Patrizia Cocco, nuorese di 49 anni affetta sempre da Sla, che ha dato il suo assenso ai medici per la rinuncia alla ventilazione meccanica e per l'inizio della sedazione palliativa profonda. Anche Marina Ripa di Meana, malata da anni di tumore e morta lo scorso gennaio, ha scelto di percorrere la «via italiana delle cure palliative - come ha lei stessa spiegato in un video-testamento - con la sedazione profonda». 


 
Mercoledì 21 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:45
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