Covid, Zaia: «O portiamo la mascherina o finisce male, ci vuole una stretta. Boom positivi, sì a lockdown chirurgici»

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di Paolo Francesconi

Luca Zaia in diretta oggi, venerdì 16 ottobre 2020. Il presidente della Regione Veneto torna a parlare ai cittadini su Facebook per aggiornarli sulla situazione del contagio da Covid sul territorio.

 

Coronavirus in Veneto, 611 nuovi contagi e 5 decessi nelle ultime 24 ore Il bollettino

 

Il bollettino: oltre 1 milione di test rapidi fatti. 704 nuovi positivi nelle ultime 24 ore 357 nella notte, 13.873 persone in isolamento. 8138 gli attualmente positivi. Sette morti in più nelle 24 ore, 3 nella notte, tutti a Treviso. I ricoverati sono 396 di cui 299 positivi: 47 nelle terapie intensive. Solo il 3,52% dei positivi è sintomatico, il 96,5% non ha sintomi. Scuole: in isolamento 2715 studenti con 388 casi di positività, siamo a percentuali da zero virgola.

 

Zaia in diretta oggi

«La curva dei positivi è in aumento, circa 500 positivi al giorno, più che a marzo. Ma a marzo, con quei positivi, avevamo una massa di ricoveri importante mentre oggi non è così. La novità è che il 96% di positivi non ha sintomi. Abbiamo più positivi perchè facciamo tantissimi test: siamo passati dai 4.500 al giorno di sei mesi fa a 15-20.000 tamponi e test odierni. L'età media dei positivi in Veneto è scesa da 60-65 anni di febbraio-marzo-aprile ai 40-45 anni di oggi. Negli ospedali si sente la pressione, abbiamo ricoverate 400 persone, ma non siamo all'emergenza. Anche il dato di degenza media è più basso della primavera, circa 7 giorni. Nelle terapie intensive il 10% dei posti è occupato da pazienti Covid. Qui non c'è Big Pharma o Grande Fratello che ha un progetto con questo virus, il vero problema è che il virus si diffonde molto velocemente e gli ospedali vanno al collasso. Il vero problema del Covid è che la sanità viene messa sotto sopra. La preoccupazione riguarda la tenuta del sistema sanitario, l'incremento delle terapie intensive e dei ricoveri. Oltre un certo limite - è bene che sia chiaro a tutti - si va al collasso degli ospedali».

«Ho l'obbligo di dirvi che è fondamentale la collaborazione dei cittadini. Se il virus si diffonde è perchè non portiamo la mascherina o la portiamo male. Se non la portiamo qui finisce male. La situazione di oggi è sopportabile, quella di domani non lo so, dipende dall'uso della mascherina. L'obiettivo è tenere vuoti gli ospedali. Comunque, ne verremo fuori, questa cosa del virus come è arrivata così se ne andrà».

«Dovremo attenderci un'ulteriore fase di crescita dei positivi? La curva di crescita dice di sì. Abbiamo più positivi oggi di tutta la storia del Covid».

Rinnovo ordinanze e stretta mascherine

«Rinnoverò le ordinanze in scadenza in queste ore per mettere le attività economiche e commerciali in condizione di tenere aperto e insieme alle ordinanze riproporremo le linee guida. In pratica, non cambia niente rispetto a come stanno le cose oggi. Ma dobbiamo prorogarle perchè altrimenti, in base all'ultimo Dpcm, le attività sarebbero costrette a chiudere.

Nel pomeriggio ci sarà un incontro con il ministro Speranza. Io non porto avanti idee di lockdown, sarebbe una sconfitta. Però qualche aggiustamento va fatto, soprattutto per quanto riguarda le mascherine. Stiamo valutando ulteriori misure per poter incentivarne l'uso, anche di tipo culturale».

Coprifuoco e nuovi lockdown

«Chiusura anticipata locali in Veneto? Non ho in mente di fare interventi restrittivi in questo momento. Un lockdown chirurgico l'abbiamo già fatto in Comelico. Se abbiamo dati epidemiologici importanti, è legittimo pensarci. Il lockdown di primavera era dettato dalla mancanza di conoscenza e di cure che invece oggi abbiamo. Penso che avremo lockdown differenti in base ai diversi contesti locali. La pensano come me anche gli altri governatori. E' importante però che il governo elabori nuovi parametri rispetto all'indice di positivi, perchè il dato va letto in rapporto al numero di tamponi fatti e alle condizioni di salute di questi positivi. E' fondamentale che il governo concordi con le Regioni parametri diversi da quelli attuali e più aderenti alla realtà. Fino a che punto diciamo che il semaforo è rosso o arancione?».

Scuole e trasporto pubblico

«Tifo perchè la scuola rimanga aperta e non perchè si chiuda. In Veneto non ci sono le condizioni per chiuderle. Ma sono convinto che si andrà ad una didattica mista, alle turnazioni, quantomeno per gli studenti che sono in grado di fare senza i genitori (superiori), il tempo è galantuomo, vedrete che andrà a finire così, anche se la mia proposta dei giorni scorsi è stata criticata.  Nei trasporti, sui treni c'è molta pressione».

Covid Center

«Oltre un certo limite, sarà inevitabile riaprire i Covid Center. E' chiaro che si va a danneggiare la normale erogazione dei servizi ospedalieri. Oggi il semaforo è verdino ma se le cose peggiorano dovremo riaprire gli ospedali Covid ».

 

 

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Ottobre 2020, 22:58
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