Luca Sammartino, ecco i retroscena dell'inchiesta per corruzione elettorale

Luca Sammartino, i retroscena dell'inchiesta per corruzione elettorale

“Mister 32mila preferenze”: lo chiamano così da un paio d’anni, Luca Sammartino, appena raggiunto da un avviso di conclusione indagini per corruzione elettorale e altre ipotesi di reato insieme ad altri dodici persone iscritte a modello 21. Per la precisione, i voti furono 32.492 e questo è il suo popolare soprannome dal 2017, quando sgominò ogni possibile avversario alle Regionali siciliane di quell’anno, diventando deputato dell’Ars (l’Assemblea regionale siciliana) sbaragliando tutti gli altri “campioni” in termini di suffragi. Uno scenario che l’anno dopo, alle Politiche, in qualche modo trovò il suo “bis”, anche se non riuscì a essere eletto deputato nel collegio uninominale di Misterbianco a dispetto degli oltre 16mila consensi raccolti.

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Quanto agli episodi che concreterebbero le azioni illecite contestate al politico catanese “rampante” di Italia Viva, nipote del prefetto Claudio Sammartino, si va dalle “segnalazioni” per rateizzazioni di cartelle esattoriali alla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio fino alle immancabili accuse di favoritismi per questa o quell’assunzione.

Del resto, anche fra i coindagati nell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Catania Agata Santonocito e dal pm Fabio Saponara si stagliano nomi di personaggi politici “di grido” come l’ex consigliere comunale di Catania Giuseppe Musumeci o il sindaco in carica di Aci Castello Carmelo Scandurra.

Eppure sono (erano?) in tanti a ipotizzare un futuro politico radioso per il deputato regionale renziano: fino a ieri, prima della scissione e del suo ingresso in Iv, magari da segretario regionale del Partito democratico, anche per l’incrocio singolare tra l’irresistibile ascesa a suon di voti e l’età da “under”. Certo, un’ombra già c’era stata, sempre in tema di presunta corruzione elettorale, col coinvolgimento nello scandalo dei voti “facili” alla casa di cura di Sant’Agata Li Battiati; ma ne era uscito del tutto “pulito”, Sammartino. Archiviazione.
 
Lunedì 2 Dicembre 2019, 20:37
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